Gian Paolo Serino: (I can’t get no) “Satisfiction”

 

Gian Paolo Serino

 

 

L’ospite di oggi, non è certo uno che le manda a dire; ha la fama di bad boy, di uno che va dirtto al punto -”straight to the point”- e questa cosa devo ammettere che è estremamente affascinante. Colpisce, come un sinistro diritto in pancia e non ha peli sulla lingua. Ci siamo incontrati su Facebook, merito di un paio di amici in comune. E abbiamo iniziato a chiacchierare, qualche volta di letteratura. Pensavo di trovarmi davanti ad un grizzly e poi mi sono accorta che sa avere un animo gentile ed un cuore d’oro. I suoi post sui Social Network sono sempre di un’intelligenza sopraffina, come solo lui sa scrivere, geniale, spesso pungente ma anche spontaneo e toccante. Come d’altra parte la maggioranza degli scrittori da lui amati. Non si definisce un critico letterario, ma un “estensore di recensioni emotive”come dichiara alla rivista Glamour. Di lui hanno detto e scritto di tutto:ma una cosa tutti l’hanno detta, che è dannatamente bravo!

Quasi un rocker piu che un critico e sicuramente questo animo ribelle lo accomuna a Vasco Rossi suo amico di lunga data. Gian Paolo ci tiene a farci sprofondare nel viaggio letterario, a farci sentire gli umori della letteratura,nel dolce naufragare dell’inchiostro.

Con Satisfiction, fonda il primo free press dedicato alla letteratura, che promette (e mantiene) di rimborsare i lettori scontenti di aver aquistato un libro grazie alle loro recession. Gian Paolo collabora con Repubblica, Il Riformista, Il Giornale, Il Venerdì di Repubblica, D-la Repubblica, Rolling Stone, GQWuz.it e Radio Capital. Nel 2006 ha pubblicato USA&Getta”, “Oriana Fallaci e Alekos Panagulis: storia di un amore al tritolo” (Aliberti Editore).

È autore della postfazione all’edizione italiana del romanzo “Il compromesso” di Elia Kazan (Mattioli 1885). Ha curato, insieme a Carla Tolomeo e Lorenzo Butti, “Così tante vite” con prefazione di Claudio Magris (Mattioli 1885). Ha curato l’edizione italiana, uscita quest’anno per Mattioli 1885, del libro Dylan Thomas: la biografia di Paul Ferris”, con poesie, lettere e foto inedite. Dal libro è stato tratto il film sulla vita del poeta gallese, prodotto da Mick Jagger.  Nel 2010 è stato inserito nella raccolta “Ho parato un rigore a Pelè” (Giulio Perrone editore) con tra gli altri Gianrico Carofiglio, Antonio Tabucchi, Raffaele La Capria.

 

Satisfiction

 

Ciao Gian Paolo e grazie di essere qui con me in questo spazio virtuale. Partirei subito con una domanda che riguarda il tuo magazine on line Satisfiction (http://www.satisfiction.me) rivista di critica letteraria che rimborsa i libri consigliati, proponendo inediti di grandi scrittori classici e contemporanei. Oltre a centinaia di recensioni, sempre aggiornate, e decine di rubriche tenute dalle maggiori firme del panorama critico e narrativo italiano. Com’è nata questa idea?

Lo spazio non è mai virtuale. L’idea di Satisfiction mi è nata otto anni fa: prima come blog e ad 2 anni come portale di letteratura, ad oggi il più letto in Italia. Nasce dall’esigenza di ritrovare una coscienza critica: le “recensioni soddisfatti o rimborsati”: se non piace un libro che recensiamo, restituiamo il prezzo di copertina. Un’idea rivoluzionaria. Che da otto anni fa moltiplicare i lettori che si fidano delle nostre critiche (anche perché quando è il caso non le mandiamo a dire).Questo lo si vede anche dalla pagina Facebook di Satisfiction, oltre 17 mila like, se pensi che la rivista più conosciuta  al mondo, Granta, ha “solo” 32 mila lettori, Ti fa capire quanto ci siano affezionati i nostri lettori.
 Vedo che sei molto attivo sui social! I tuoi post sono sempre interessantissimi… Che rapporto hai con la tecnologia?
In realtà sono un luddista: credo FERMAMENTE  che in un mondo che continua a progredire, nessuno progredisca veramente. Allo stesso tempo sono contraddittorio perché  dentro di me sono ampio, per scomodare una frase da me molto amata di Walt Whitman: sono un Mac dipendente e ho un rapporto molto stretto con i social, soprattutto con Facebook. Credo che una recensione postata su Facebook valga più di mille articoli sui giornali.
 Pensi che l’ebook rimpiazzerà definitivamente il libro cartaceo?
 

 Io sono molto scettico sugli ebook. Spariranno per una ragione molto semplice. Noi arriviamo 10 anni in ritardo rispetto agli USA dove il mercato degli ebook e’ sorretto dai libri scolastici. Molto più coerente: puoi fare gli aggiornamenti ( che so di storia o geografia) una volta all’anno e non comprare di nuovo tutto il libro come in Italia. Quindi: arriveranno anche qui. Dopo 5 ore passate sugli ebook quale ragazzo avrà voglia di utilizzarlo poi per leggere o per giocare? Pochi: lo considerano uno strumento scolastico per cui torneranno allo sport vero e ai libri. Esattamente come dato accadendo negli Stati Uniti. Occupandomi prevalentemente di letteratura americana seguo molto da vicino.

Curiosando nella rete ho visto che il tuo studio è immerso nei libri. Domanda davvero difficile: l’ultimo libro che hai letto e che ti ha particolarmente colpito

Quello che  devo ancora iniziare.
Da grande appassionata di fantascienza, ricordo con piacere la collana Urania, specialmente i primissimi volumi, che portarono in Italia per la prima volta scrittori come Clarke e Asimov. Che rapporto hai con questo genere?”
Sono da sempre appassionato della science fiction sociologica, ucronica e distopica (da “Il Mondo  Nuovo” di Aldous Huxley a tutti i romanzi e saggi di Philip K. Dick, che trovo un genio, anche se un pessimo scrittore). Ecco non credo molto alle storie “pulp” di marziani e simili: credo che i veri unici extraterrestri siano dentro di noi.
Un autore, un libro a cui sei particolarmente legato
 “Sono due: Omero con l’Odissea (edizione Utet) e Victor Hugo con “I Miserabili” (edizione Einaudi) : li leggo, da vent’anni, ogni anno.”
Satisfiction
 Un viaggio che hai fatto e che ti è rimasto nel cuore. 
Quello dentro di me. Non ne sono ancora uscito e spero di non farlo mai. Per il  resto credo molto che viaggiare  (in senso fisico) sia come un uccellino che si porta dietro la sua gabbia.
La colonna sonora che accompagna le tue giornate
Il mio cane Gipi.
Gipi
 Quando sei in giro per il mondo cosa porti in valigia?
Non sono di quegli uomini imbranati che ci mettono una settimana per fare la valigia. La  faccio in un giorno. Semplicemente: mi porto dietro la cabina armadio. Così scelgo dopo. “
Che rapporto hai con la moda? Cosa ti piace indossare nel tempo libero e nelle occasioni mondane?
Non credo alle occasioni mondane, che ho smesso di frequentare da anni. Ogni incontro è mondano. Non seguo molto la moda, ma i miei gusti. Mi vesto solo con tre “sarti”: Martin Margela, Cucinelli e  Vintage55.
So che sei sempre impegnatissimo, hai sempre mille cose da fare e stupisci sempre i tuoi fans con tante novità. Dove ti vedremo prossimamente?
Non lo so neanche io.
Ti mando un caro abbraccio e ci vediamo presto al mio rientro dall’Australia!
 

In questo confido molto… :)

Seguite le avventure letterarie di Gian Paolo Serino su Satisfiction: http://www.satisfiction.me
Dedica Gian Paolo Serino ;)

 

Soon the english version of this interview ;)

Niccolò Ferragamo: when a Kiwi become an App

Niccolò Ferragamo per Style Magazine Cari amici appassionati di tecnologia e di innovazione, oggi è con me un giovanissimo imprenditore italiano, Niccolò Ferragamo. In un momento di grandi cambiamenti globali, sono i ragazzi e le ragazze del web a cambiare l’economia e il modo i fare comunicazione. Vi racconto un pò di lui in questa breve introduzione, poi siamo pronti per l’intervista! Niccolo’ e’ un imprenditore seriale Italiano di 23 anni con background in business development e digitale. Per i suoi risultati accademici (4 titoli di laurea con borse di studio e lode tra Sant’Anna, Universita’ di Pisa, Bocconi e London School of Economics) ed imprenditoriali (Niccolo’ e’ CEO e Fondatore di Kiwi Local, azienda digitale fondata a 19 anni e con attualmente 15 collaboratori), Corriere della Sera ha dedicato a Niccolo’ la copertina nazionale di Style di Marzo 2014 e Wired-Audi lo hanno nominato per l’Innovation Award 2014. Niccolo’ e’ membro del comitato direttivo italiano di Kairos Society, associazione che riunisce i migliori imprenditori under 25 nel mondo. Durante gli studi Niccolo’ ha lavorato nel Venture Incubator Rocket Internet, nella divisione Fusioni & Acquisizione di JP Morgan ed in Consulenza Strategica presso Bain & Company.

 

Grazie di essere qui con me in questo spazio virtuale, un posto in cui ci sentiamo a casa! Mi ha entusiasmato la tua grinta e la tua tenacia, sopratutto in un momento in cui  il presente sta cambiando. Come nasce la tua passione per il web?

Grazie a te dell’invito. La mia passione per il web nasce da giovanissimo e, dalla mia prima attivita’ su Ebay a 14 anni al giornale online fondato al liceo, non ha fatto che crescere. Ricordo come, sempre al liceo, il nostro gruppo di Pubbliche Relazioni sia diventato uno dei piu’ grandi in Italia per una innovazione che dopo poco sarebbe diventata scontata: siamo stati i primi a Firenze a fare comunicazione su Facebook. Il web abbatte le barriere e, soprattutto, e’ estremamente accessibile e democratica. Dall’assemblaggio di PC a fotografia digital, da sempre sono in ogni caso appassionato di tecnologia.
Raccontami un pò della tua App Kiwi, ho visto che permette di interagire con le persone che ci somigliano in tempo reale! Stupefacente!
Kiwi Local (www.kiwib2b.com) e’ una piattaforma che aiuta grandi Brand e Aziende a coinvolgere le proprie comunita’ sfruttando tecnologie mobile e di geolocalizzazione. Il nostro target sono le comunita’ di persone che hanno qualcosa di forte in comune: la passione per una stessa squadra di calcio, l’attivismo per un partito politico, l’appartenenza ad una stessa associazione o una certa categoria professionale. In tutti questi casi, la piattaforma di Kiwi Local permette di creare una applicazione personalizzata per la comunita’, che permette a tutti i suoi membri di trovare altri appartenenti allo stesso gruppo che in quel momento si trovano nei paraggi. E’ utile sia per gli utenti, che possono conoscersi nello stesso luogo, condividere contenuti e contatti, sia per i brand, che possono effettuare comunicazione (CRM) geolocalizzata con le proprie comunita’ e profilare l’utenza. Una esigenza in forte crescita e che e’ alla base dell’interesse che riceviamo da grandi multinazionali, squadre di calcio e associazioni.
Kiwi App
 Come vedi il panorama delle App tra qualche anno?
 La piu grande innovazione a mio avviso avverra’ in termini di piattaforme. Personalmente, non sono sicuro che tra 15 anni gli smartphone, cosi come li conosciamo attualmente, saranno il veicolo di utilizzo principale della app. Le applicazioni si espanderanno dagli smartphone a tecnologie wearable (glasses, orologi, accessori), ma anche al mondo della domotica (elettrodomestici e non solo) e degli schermi sempre piu’ frequentemente disponibili in luoghi pubblici. Convergeremo probabilmente anche sempre piu’ verso un modello di fruizione Cloud della applicazioni. Dati e applicazioni personali potranno essere fruibili non solo dai propri devices, ma anche dagli schermi sui banchi di scuola piuttosto che in metropolitana. Consentendoci di vivere in modo più smart qualsiasi aspetto della nostra vita quotidiana.
Adesso ti trovi a New York; news fresche dalla Grande Mela?
E’ un ambiente vibrante e stimolante, con molte differenze rispetto all’Italia. L’elemento che apprezzo maggiormente? La capacita’ di pensare in grande, il desiderio di “scalare” le proprie idee ed una maggiore propensione al rischio. Cambiare ambiente e’ sempre fonte di ispirazione e aiuta sicuramente a rimettere in discussione le proprie convinzioni e confrontarsi con persone brillanti.
La valigia perfetta di un giovane business men, cosa non deve mai mancare?

Una power bank per ricaricare il telefono on-the-go senza bisogno di una presa. Carta e penna per annotare idee e schizzare progetti. Un paio di scarpe eleganti che sappiano non far rinunciare alla comodita’. Cuffie Bose con isolamento sonoro. E un costume: se qualche occasione per fare Jet Ski, Wake Boarding, o anche semplicemente una nuotata e’ disponibile, non bisogna rinunciare.
Niccolò Ferragamo
 Qual’è il tuo rapporto con la moda, cosa ti piace indossare quando non sei in riunione, durante un cena di gala oppure nel tuo tempo libero?
 Apprezzo la sobrieta’ elegante italiana. Camicia e pantalone classico per lavoro. E’ importante saper essere formali quando serve, ma credo anche nei vantaggi di uno stile piu’ rilassato quando creativita’ e lavoro di squadra sono importanti.
La colonna sonora perfetta per un viaggio…
Colonne Sonore. Da Morricone a Hans Zimmer e John Williams. Apprezzo anche chitarra acustica per relax e musica house quando serve la carica.
Un libro che hai letto e che consiglieresti ai nostri amici
 “America’s most successful startups” di Oliver Samwer. Il fondatore di Rocket Internet, dove ho lavorato in Sud Est Asiatico per un periodo. Un geniale riassunto di best practices imprenditoriali. Per rilassarsi, il mio autore preferito e’ Asimov (trilogia della fondazione in primis).
Niccolo Ferragamo ad Announo

Niccolo Ferragamo ad Announo

 Cosa bolle in pentola e dove ti vedremo prossimamente?
Dall’apertura di un nuovo incubatore tecnologico in Italia, all’espansione di Kiwi, abbiamo molti progetti in corso. Finita laurea in economia al Sant’Anna di Pisa e Master tra Bocconi e London School of Economics ed accumulate diverse esperienze lavorative (JP Morgan M&A – Rocket Internet – Bain&Company – Kiwi), adesso posso dedicarmi full-time su lavoro e passioni. Saro’ di base in Italia il prossimo anno per progetti di strategia, business development e digitale, ma con frequenti interazioni all’estero.
Grazie mille al bravo Niccolò, per essere stato con me in questo spazio virtuale. Se volete seguire le sue attività:
Per seguire Niccolo’ su Twitter:
E Linkedin:

 

Social Media: Music, Fashion, Art and the great revolution 3.0

fashion-bloggers

 

There is such long time (not even so much, to be honest… approximately 10 years of Social Media impact)  the web  changing our lives.

We use our smartphone as our best friend, 27/7 addicted and absorbed  by the information flux and almost of the time we live inside virtual reality.
Television, newspapers, radio, music changing their aspects and migrated into the web  which acts as a large capacitor.

The network is huge and almost pressed to meet and exceed all of our needs: from the basic ones to the more superfluous.

The content creators today are the real stars of this world stage: bloggers, singers, artists, journalists and more.

All in real-time: commens, video, content,tweets, makes headlines.

Who comes from old media seems to struggle to adapt, apart from rare and exceptional cases.

Clearly, the web has its pros and its cons.

The magazines have seen a sharp decline, with regard to the paper version, while the other party online seems to be getting stronger and more focused on what could be called opinion leaders.

There are  many talented young people who are moving in this universe, determined to fight the global crisis and they seems to have found a new way of working, by following their passions and their vocations.
The majority of these guys are all graduates with an instruction of all respect, good looking, smart and confident.

Here are the 10 bloggers that make up Net-a-Porter’s “Blog Power List” – bookmark these guys if you haven’t already! Over at Net-a-Porter, you can shop the blogger’s signature look, read quotes from the panel of experts and learn which blogs almost made the cut.

1. Tommy Ton of Jak & Jil

2. Hanneli Mustaparta of Hanneli

3. BryanBoy of Bryan Boy

4. Garance Dore of Garance Dore

5. Susanna Lau of Style Bubble, (Go, Young & Posh!)

6. Scott Schuman of The Sartorialist

7. Imran Amed of Business of Fashion

8. Tavi Gevinson of Style Rookie

9. Erin Kleinberg and Stephanie Mark of The Coveteur

10. Julia Frakes of Yes! A Bunny Stream of Conch

Want the scoop on which fashion experts put together this list? Here they are:

Mickey Boardman, Founder, Paper Magazine
Derek Blasberg, Editor-at-Large, Harper’s Bazaar and Senior Editor, V Magazine
Grace Lam, Senior Fashion Style Editor, Vogue China
Colin McDowell, Fashion Commentator
Jonny Johansson, Creative Director, ACNE
Anna Laub, Creative Director, Prism
Peter Pilotto and Christopher De Vos, Designers, Peter Pilotto
Richard Nicoll, Founder & Creative Director, Richard Nicoll
Rich Tong, Fashion Director, Tumblr
Mattias Swenson, Founder, Bloglovin’

The television seems to be aimed at an audience more obsolete, that belongs to another generation is not digitized. In fact, even the tv, apart from Pay-per-view, it is rightly moving online.

This also happens with music. The CD has been supplanted by platform as Spotify, Sound Clouds, I tunes, Ping  that allow you to download music.. This was a blow that put their backs to the wall to record labels.

Social networks are the new form of communication and entertainment. The network creates the opportunity to zap on what we are interested in, like a  stream of consciousness in which every thought is materialized in the virtual world.

The creativity is change:

The influencers

 

If you click on the pictures you are automatically redirect to http://www.influencersfilm.com.

I tell you some about the project: INFLUENCERS is a short documentary that explores what it means to be an influencer and how trends and creativity become contagious today in music, fashion and entertainment. The film attempts to understand the essence of influence, what makes a person influential without taking a statistical or metric approach.”

Written and Directed by Paul Rojanathara and Davis Johnson, the film is a Polaroid snapshot of New York influential creatives (advertising, design, fashion and entertainment) who are shaping today’s pop culture.

Probably today, social media is the cornerstone of your music career. It’s what lets you stay in touch with your fans and easily notify them with exciting news. With all the social media guides out there, you’d think no one remembers one of the key behavioral aspects to being human – socializing. I know, it’s hard to find a balance between social and promotional – afterall, you still need to sell your show or record. Here’s 10 secrets to help you find that social media balance.

vintage cassette music

 

In Art: The social media platform is not only launching the career of under-the-radar artists, it is providing the world with an entirely new way to access art. Where artists once had to first get support of the art world elite—critics, galleries and big name collectors, which would eventually lead to museum shows—before reaching the monied masses, today artists use Instagram as their own virtual art gallery, playing both dealer and curator while their fans become critics and collectors, witnessing the creative process in real time.

Standing before Marc Quinn’s looming Myth Venus sculpture in front of Christie’s Rockefeller headquarters last night was a masked protester holding a large poster that readF*** U. It was a parody of Wase Guyton’s s 2005 Untitled that sold for $3.52 million just hours later at the live-streamed “If I Live I’ll See You Tuesday”auction, which included 35 contemporary artworks from blue-chip names such as Richard Prince, Jeff Koons, Martin Kippenberger and Alex Israel, all handpicked by contemporary art expert Loic Gouzer, with the majority of the production on his—and Christie’s—Instagram accounts.

Instagram, makes the art process more easily!

Ashley longshore courtesy of Vogue Usa

 

Guyton, who makes his art on inkjet printers and photocopiers, had used his own Instagram account over the weekend in what was quickly interpreted as a subtle threat, rather than just a cheeky response, to the auction by printing and photographing dozens of prints using the same file that produced his original inkjet on linen Untitled. He could flood the market, if he wanted to. But he didn’t and the auction, which “witnessed worldwide participation” according to Christie’s and surpassed its pre-sale target of $92.9 million to total a record-breaking $134.6 million, saw Israel’s Sky Backdrop sell for five times its estimate at $1.25 million in what was the artist’s first appearance at auction. Meanwhile Kippenberger’sUntitled sold for the world record price of $18.6 million. “Christie’s is taking contemporary art and making it go to prices that it shouldn’t,” the anonymous protester told the New York Observer. “By the time they’re 30, these artists aren’t going to have anywhere to go.” But if Gouzer’s auction has taught us anything, it is that what artists will have is Instagram.

The social media platform is not only launching the career of under-the-radar artists, it is providing the world with an entirely new way to access art. Where artists once had to first get support of the art world elite—critics, galleries and big name collectors, which would eventually lead to museum shows—before reaching the monied masses, today artists use Instagram as their own virtual art gallery, playing both dealer and curator while their fans become critics and collectors, witnessing the creative process in real time.

 

Digital natives are clearly studying, chatting,have fun, sharing a video with friends and downloading the latest tunes from the Apps, while on the one hand the old world is disappearing and is giving way to the era electricity.

It is not a new story:  Silcon Valley that has changed our habits to technology since the launch of the first computer.
Someone said that technology could leading us to isolation, but I think the road is that instead of sharing and growth of the global community.
Probably if the Orwellian vision scares you, try to see the positive side of things, we will have a life controlled but we can have bespoke, tailor-made travel, check our home when we are not in, make targeted purchases, order our favorite foods and have a medicals  visits at a distance and so on.

Certainly, media education is crucial for the new digitalised populations especially in early childhood because a responsible use makes the difference.

 

Source: Vogue; Net-a-Porter