“Sono una bambina non una sposa”

Sono una bambina non una sposa

Già l’anno scorso con il Concorso d’Arte Emozioni Sonore, qui sul blog, avevo parlato di un argomento difficile, come quello della violenza sulla donna. Oggi vorrei riprendere con tutti voi lettori, a parlare di questo argomento e vorrei farlo con un’ospite d’eccezione, Giorgia Butera,sociologa e autrice che insieme ad Alessandra Lucca, Valentina Polini e Federica Simeoli hanno creato la campagna a sostegno dei Diritti Umani Negati “Sono una bambina, non una sposa”,in occasione della giornata dedicata al tema delle spose bambine organizzata da Onu Italia.Le spose bambine sono una priorità dell’agenda italiana all’Onu, che lunedì 22 settembre ha organizzato un incontro ad alto livello. I matrimoni precoci e spesso forzati sono diffusi nei paesi in via di sviluppo, dove una bambina ogni tre si sposa prima dei 18 anni ed una su nove è costretta a sposarsi addirittura prima dei 15. Se la tendenza attuale proseguirà, entro il 2020, 142 milioni di bambine si sposeranno prima di aver compiuto 18 anni.

Lascio a Giorgia la parola.

 Un team tutto al femminile, porta avanti questo importante progetto a tutela delle spose bambine: tu, Alessandra Lucca, Valentina Polini e Federica Simeoli. Vuoi raccontare ai nostri lettori come nasce questa campagna di sensibilizzazione, che è diventata globale “Sono una bambina, non sono una sposa”

Un team tutto al femminile con percorsi umani e professionali differenti, ma con l’obiettivo comune dei diritti umani e della dignità della persona. Tutte noi abbiamo una visione di insieme dell’umanità, senza distinzione alcuna, che possa essere di genere, etnia, religione, o altro. La campagna nasce in seguito al mio ultimo testo pubblicato, – sono una scrittrice prolifica -, sono una sociologa ed attivista sociale. Il testo, dal titolo:”Per quanto riguarda, ho fatto la mia scelta” fotografa, in ogni contesto, la condizione della donna in ambito internazionale; in occasione delle varie presentazioni mi sono resa conto che ponevo l’accento sempre più nei confronti delle spose bambine, dei matrimoni precoci e forzati e degli aborti selettivi. Nel mio testo racconto anche di donne bambine morte ad 8 anni in seguito a rapporti sessuali avvenuti dopo la prima notte di nozze. Il testo è uscito nel mese di giugno. E ne facevano parte Valentina Polini e Federica Simeoli; Valentina ha curato la prefazione del testo e Federica, la copertina. Con Alessandra, autrice dello scatto del poster, ci siamo incontrate proprio in occasione della mia presentazione ad Augusta, con la promessa che a Settembre avremmo iniziato un cammino insieme. Le donne non sempre riescono ad allearsi lealmente, ma quando accade, la storia conduce alla vittoria. Arriviamo alla campagna. Intorno il 15 Settembre realizziamo il manifesto ed, invio un solo comunicato all’Onu. Decidiamo che la campagna sarebbe dovuta uscire il 22 Settembre in occasione della giornata di alto livello sul tema di nostro interesse che si sarebbe tenuta a New York, ma l’Onu ne anticipa l’uscita, il 21 Settembre.Infatti, presentando la giornata alla presenza della Mogherini, viene pubblicato nel loro sito il nostro poster della campagna con i credits.Da lì, l’esplosione mediatica, il manifesto è diventato virale in rete. Le più altre Cariche dello Stato, hanno inviato Lettere di Encomio”.

 Il concetto è stato ribadito in sede Onu anche dalla Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW) e dalla Convenzione sul consenso al matrimonio, l’età minima per il matrimonio e la registrazione dei matrimoni (CCM) adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 7 novembre 1962. Quest’ultima al punto 1 stabilisce: “Non verrà contratto legalmente alcun matrimonio senza il pieno e libero consenso dei partners”. Cosa si può fare, nel concreto, per aiutare queste donne a uscire dal silenzio?

L’enunciazione di principi ad altissimo è un fatto importantissimo, ma è innegabile che a questo debbano seguire una azione imponente di sensibilizzazione e di conoscenza. Esistono zone del mondo dove il fenomeno è maggiormente diffuso, sono comunità-società vittime di un fortissimo retaggio culturale, dove la donna è considerata inferiore ed è costretta a subire il dominio imperante dell’uomo. Ed è ritenuta incapace di provvedere al suo futuro. A queste donne deve essere fatto sapere che possono dire di no. Alle nonne, alle mamme, alle zie, alle bambine. Nessun matrimonio costretto e forzato deve avverarsi. Ed è un dovere morale delle società più evolute mettere in atto azioni non soltanto filo-ideologiche, ma concrete. Il primo cambiamento parte dalla conoscenza diffusa.

 La foto che sta facendo il giro del web è scioccante: una bimba con un velo da sposa abbraccia una bambola e ci guarda, dentro l’anima, costringendoci a riflettere e vedere la realtà che lei sta vivendo. Com’è stato creato questo scatto dall’impatto emotivo oserei dire lacerante, come un urlo disperato?

L’autrice dello scatto è Alessandra Lucca, (Augusta, SR), fotografa, Grafic Designer, Web Designer. Arriva alla fotografia da autodidatta con curiosità e passione, iniziando a guardare il mondo attraverso la yashica a pozzetto del suo papà. Durante il periodo universitario, viaggia con la sua macchina fotografica per catturare l’anima nel volto della gente. Si ispira a Diane Arbus, Eve Arnold ed Edouard Boubat. Mostra una spiccata predilezione per la ritrattistica e lavora soprattutto con i bambini, con i loro occhi. Alessandra è stata bravissima nell’interpretare magistralmente ciò che si voleva far venire fuori. Io ho consegnato ad Ale, il titolo della campagna e la relazione che presentava il tutto; dopo due giorni ha inviato il poster. Si sono subito unite Valentina e Federica, loro facevano già parte del team. Noi abbiamo lavorato in rete, viviamo in città differenti. Ed è l’ennesima dimostrazione che viviamo in un mondo globalizzato, dove la volontà di riuscire se coniugata alla alfabetizzazione digitale apre nuovi mondi”.

Giorgio Napolitano e il Presidente della Camera ti hanno inviato una sentita lettera di Encomio, apprezzando il lavoro che state facendo “Il suo lavoro e quello delle sue amiche va nella direzione giusta per portare all’attenzione della pubblica opinione questi problemi”. Parliamo della giornata che si è tenuta il 22 settembre 2014 organizzata dall’Onu, stanno avvenendo dei cambiamenti?

Siamo onorate della Lettera di Encomio, arrivata dal Presidente della Repubblica; ne sono arrivate altre da Alte Cariche dello Stato. Queste lettere ci aiutano, rafforzano, più di quanto non lo sia già, la nostra azione e, la nostra voglia di contribuire ad una forma di consapevolezza volta ad un cambiamento. Le Istituzioni se staranno al nostro fianco ci aiuteranno notevolmente; ma l’azione pratica, la concretezza riamane nostra”.  

Giorgia tu sei una donna che si batte per i diritti delle altre donne, che immagine pensi che i media stiano trasmettendo, specialmente in questa epoca web?

Io mi batto fortemente per i diritti umani, per quelli negati pongo un accento superiore. Nei confronti delle donne, necessita un intervento maggiore; viviamo anche nel mondo occidentale una cultura patriarcale e, soprattutto l’evoluzione che vede la donna protagonista ha fatto sì che l’uomo si sia sentito derubato dal suo ruolo primario. Quello di essere a capo di tutto. Tornando alla tua domanda, non sono i media che trasmettono una pessima e quanto mai, triste immagine della donna. La donna, il sesso femminile fa di tutto per essere oggetto. Qui non si parla di alto moralismo od accecato pudore, ma di stati di dignità. Siamo nell’era della vetrinizzazione, dove l’eleganza e l’estetica sono venuti meno, tout court.

 Anche in Italia il numero delle donne che subiscono violenza cresce, purtroppo, giorno dopo giorno. Ci sono delle associazioni a cui le donne vittime di violenza si possono rivolgere e che ci vuoi segnalare?

La violenza è un fenomeno dilagante, i dati che caratterizzano la violenza domestica sono preoccupanti. In Italia, quasi ogni due giorni, secondo i dati dell’Ami e di Telefono Rosa, una donna viene uccisa nell’80% dei casi dal convivente, dall’ex partner o da una persona della famiglia. Altro dato allarmante: solo il 7% dei casi di violenza viene denunciato. Sono numerose le presenze di associazioni che intervengono nei vari territori, ci si può rivolgere anche nei vari consultori, ma importante è contattare le Forze dell’Ordine, all’interno esistono figure specifiche per ciò che concerne reati di violenza.

In questo momento il tuo progetto si sta propagando in tutto il mondo, pensi che in vista dell’Expo 2015 che si terrà a Milano, riuscirete a promuovere questo messaggio?   

Ce lo auguriamo fortemente. Stiamo lavorando perché questo avvenga.

Ho visto sul tuo sito che hai viaggiato molto ( come le tue colleghe che fanno parte del progetto) sopratutto nei paesi arabi dove la donna vive in una situazione di difficoltà e di inferiorità rispetto all’uomo. Puoi raccontarmi che cosa hai provato quando hai visto con i tuoi occhi quello che sta accadendo?

Dico sempre che bisogna avere la forza e l’amore per accogliere la loro paura.

Dove ti vedremo impegnata con questo progetto prossimamente?

Stiamo procedendo alla definizione del progetto, insieme ad un team di esperti che a noi si sono aggiunti. Cosa faremo? La campagna è conoscenza del fenomeno, sicchè la diffusione mediatica è sovrana. Intendiamo svolgere su due livelli il nostro operato, sul territorio italiano e quello estero. Sul territorio italiano, procederemo con incontri pubblici dedicati e non; il nostro obiettivo è organizzare, anche, incontri nelle scuole. Stiamo già procedendo al calendario degli incontri. Per ciò che concerne l’estero la campagna è stata inviata al Presidente Obama ed alla Qatar Foundation, stiamo intraprendo contatti con alcuni rappresentanti di Governo di vari Paesi, ma soprattutto associazioni che operano nei vari territori esteri per diffondere il tutto. Ed operare sinergicamente. Siamo certe, che far sapere: “Potete dire di No, possa essere l’inizio di un nuovo Mondo”.

Grazie mille di essere stata mia ospite, sicuramente avremo occasione di riparlare di questo argomento e di poter fare qualcosa di concreto anche qui a Milano.

Io ringrazio te per aver accolto la nostra campagna di sensibilizzazione “Sono bambina, non una Sposa”; ringrazio i tuoi/vostri lettori per aver condiviso la nostra iniziativa. La crescita globale umana è il primo atto di civiltà. E nessuno deve in alcun modo negare e i diritti altrui. Il mondo è pieno di conflitti, stiamo assistendo ad un imbarbarimento dell’individuo, iniziamo ad offrire contributi. Per ciò che possiamo ed anche di più”. Qui potete trovare tutte le informazioni inerenti alla campagna: 

http://www.giorgiabutera.itSono una bambina non sono una sposa

Segantini: Ritorno a Milano

 

Segantini: Ritorno a Milano

 

Nel mese di settembre Milano è il set per un triello alla Sergio Leone: Segantini, Van Gogh e Chagall.

Nomi di grande prestigio nella bella Milano, che per l’occasione sfoggia un look degno di una grande metropoli, con uno skyline in divenire, pronta per l’Expo 2015 .

Van Gogh sarà in mostra dal 18 ottobre all’8 marzo 2015 «L’uomo, la terra, il lavoro» una esposizione, curata da Kathleen Adler, dal taglio particolardedicata soprattutto ai primi passi di Van Gogh nella pittura, tanto che verranno esposti capolavori molto poco conosciuti come «Ritratto di Joseph Roulin» e «Natura morta con un piatto di cipolle», entrambi datati 1889, oltre naturalmente a un classico, folgorante «Autoritratto» composto due anni prima. Marc Chagall sarà a Palazzo Reale dal 17 settembre al 18 gennaio 2015, duecento dipinti, provenienti anche dalle collezioni private dei suoi eredi, in genere inediti ai più. Curata da Meret Meyer e Claudia Zevi, una maxi-retrospettiva che racconta l’artista di cui Picasso disse: «Quando morirà Matisse, Chagall sarà l’unico pittore rimasto a capire che cos’è il colore» Intitolata esplicitamente «Il ritorno a Milano», la retrospettiva, in cartellone dal 18 settembre al 18 gennaio 2015, costituirà, ancora a Palazzo Reale, una fantastica introduzione all’Expo: fu infatti a Milano che Segantini, all’esposizione nazionale di Brera, conobbe il suo primo immediato successo. Strana coppia, che ugualmente conobbe a Milano travolgenti momenti di gloria, Lucio Fontana e Yves Klein: insieme animeranno da ottobre a febbraio 2015 gli spazi del Museo del Novecento.I grandi artisti ci segnano inevitabilmente. Entrano nelle nostre vite con la loro visione del mondo e ci fanno vedere le cose da altri punti di vista.In questo momento storico l’arte ci tocca particolarmente. La precarietà e le difficoltà ci mettono alla prova e in Segantini la cosa che mi ha colpita particolarmente è stata la sua fragilità, il suo vagabondaggio e renderlo un uomo. Trovare la forza dentro se stessi andando controcorrente.

Trovare una centratura nella precarietà. Segantini l’aveva trovata nelle meravigliose Alpi che lasciano senza parole, luce pura per gli occhi.

Un alcova per il pittore e per noi che guardiamo con i suoi occhi per un momento ci possiamo lasciar trasportare indietro nel tempo dove nasce il Giuseppe Segantini e il tesoro che racchiudono i suoi splendidi paesaggi.

2388

La famiglia Segatini ( infatti il cognome del padre all’anagrafe era Segatini ma lo stesso pittore lo cambiò) viveva in condizioni precarie e alla morte della madre nel 1865 viene mandato a Milano dal padre presso la figlia di primo letto Irene. Vive la sua giovinezza solitario e chiuso in se stesso vagabondando da un posto all’altro, tanto che nel 1870 è rinchiuso nel riformatorio Marchiondi, dal quale tenta di fuggire nel 1871 e vi rimane poi fino al 1873.

In seguito viene affidato al fratellastro Napoleone, che ha bisogno di un garzone nel suo laboratorio di fotografia a Borgo Valsugana e vi rimane fino al 1874, sviluppando così una prima idea artistica propria, tanto che al ritorno a Milano si iscrive all’Accademia di Belle Arti Brera, che frequenta per quasi tre anni. A Milano inizia a lavorare per Luigi Tettamanzi, decoratore, e insegnando all’istituto Marchiondi. Segue le lezioni di Giuseppe Bertini e stringe amicizie importanti come Emilio Longoni. Dipinge inizialmente sotto l’influsso del verismo lombardo ma già nel 1878 viene notato dalla critica e ottiene riconoscimenti. Tra i suoi sostenitori Vittore Grubivy con il quale instaura un rapporto sia lavorativo che ti amicizia, che durerà per molto tempo. L’anno dopo conosce Luigia Bugatti, detta Bice, che ne diverrà compagna per tutta la vita. A quel punto decide di trasferirsi in Brianza, precisamente a Pusiano e lavora grazie al sotegno di Grubicy, collaborando strettamente con Emilio Longoni: in questi anni si distacca dall’accademia e dalle sue imposizioni  che crea una forma espressiva originale. Nel 1883 sottoscrive un contratto con Grubicy. Si trasferisce ancora una volta, nel cantone Grigioni a Savognin, dove il suo stile subisce un ulteriore evoluzione e avvicinandosi al divisionismo.. Grubicy promuove moltissimo Segantini all’estero tanto che nel 1888 viene presentato all’Italian Exhibition di Londra, diventando un apprezzato e riceracato collaboratore di riviste d’arte. A questo punto della sua carrirera utilizza allegorie basate sui modelli nordici.

04_49

Nel 1894 si trasferisce in Engadina a Maloggia seguendo il desiderio di meditazione personale e riscoperta del proprio misticismo e il villaggio di Maloggia gli consente una vita solitaria e lo splendido paesaggio alpino intorno lo avvolgono e lo proteggono. Nel periodo invernale soggiorna in albergo a Soglio, in Val Bregaglia e ogni tanto si concede un viaggio a Milano.

Prepara un progetto per la realizzazione del padiglione dell’Engandina per l’Esposizione Universale di Parigi del 1900, un panorama engadinese lungo 220 metri. Nonostante il profondo impegno dedicato all’opera la stessa viene ridotta per i costi troppo elevati, mancando anche il cotributo promesso dagli albergatori engadinesi, tra i primi committenti dell’opera e viene trasformato nel Trittico della Natura o delle Alpi. Il Trittico viene rifiutato poiché l’immagine non era in sintonia con l’immagine turistica che i committenti intendevano trasmettere a Parigi, quindi l’opera finisce nel padiglione italiano.

A soli quarantuno anni sullo Schafberg il monte che domina Ponrtresina il 28 settembre del 1899, colto da un letale attacco di peritonite.

Lo splendido museo di St. Moritz centro piu importante dell’Egandina possiede la piu grande collezione di opere del pittore italiano. Il grandioso Trittico delle Alpi e i suoi schizzi preparatori fu inaugurato nel 1908. Per celebrare il centenario il museo è stato ampliato e tra le opere esposte sono presenti anche le tele precedenti al periodo divisionista com La vacca nella stalla del 1882 La benedizione delle pecore del 1884. L’adesione al divisionismo è documentata da Il capriolo more del 1892 e La raccolta del fieno del 1889-1898. Al centro del museo il Trittico delle Alpi, insieme all’intera sequenza dei bozzetti preparativi. Sullo Schafberg esiste anche un rifugio alpino, Chamanna Segantini.

 

SONY DSC 35051210

http://www.mostrasegantini.it

Giuseppe Chiaramonte: like a melisma

Giuseppe Chiaramonte

 

Born in Italy in 1985, Giuseppe Chiaramonte debuted as a classical guitar concert artist at the age of 15 and has performed many concerts throughout Italy, meeting with a notable audience and critical success everywhere he has played. 
Among these, he played as solo at the prestigious International Guitar Festival “Brescia Chitarra”, at the International Music Festival “Infinitamusica”,  and with the Microkosmos Orchestra at Museo Diocesano in Milan. 
Invited in special radio programs dedicated to him, he performed a series of solo concerts with live radio broadcast.
 
As a winner of the “Sony Classical Talent Scout”, his interpretation of Johann Kaspart Mertz’s Elegie, live recorded during Sony Talent Scout at the Madesimo Music Festival 2013, will be included in a compilation-CD by SONY CLASSICAL label. 

He did the first absolute recording of Francesco Domenico Stumpo’s compositions for solo classical guitar (publication year: 2014 / Sinfonica Label, Milan).
His performances are supported by a well-developed technique and a refined timbre appreciated by some of the world’s  greatest representatives of classical guitar. 

He attended classical guitar lessons and public Master Classes with Angelo Capistrano, Giovanni Puddu, Emanuele Segre, Pavel Steidl, Zoran Dukic and with Aldo Minella at the International Music Academy of Milan.  
Giuseppe Chiaramonte
Among others, he won the 1st absolute award at the International Music Competition “Città di Maccagno” in 2007 and he was rewarded by the Rotary International Club with the justification of “having combined the study of classical subjects with a valuable musical dedication to the field of guitar interpretation”, in 2001.  

Since 2011 he has given an annual Master Class at the Art and Music organization “Infinitamusica” in Milan. 

He earned his Bachelor Degree in Biomedical Engineering in 2006 and his Master Degree in Electronics Engineering in 2009 with full marks at Politecnico di Milano. Today he is here with me for this special interview! Enjoy!

Giuseppe Chiaramonte

Hello Giuseppe, I would like to thank you to be here with me in this space! In this period you held many concerts and recorded an album. Would you like to tell me more about your last tour?

In my last concert tour I was involved in Milan, Berlin and Lecce. In Milan, during a hand-made-guitar exhibition , it was a very informal concert, one of those where people interact with you between a piece and another, and maybe even make you some (unlikely!) repertoire request! At the end of the performance a very good guitarist has approached asking for lessons with me (it’s one of the most beautiful things that can happen to you at the end of a performance!) and now he is already a student of mine. The Berlin concert was focused on Spanish music, it was held  at a prestigious and elegant KunstSalon, and that is what I consider my real international debut. The last concert, in Lecce, was a double event. That day in the afternoon, in fact, I gave a Master Class, then the concert, in the evening. There was a great and warm audience, who responded with applauses and cheers, but at the same time the crowd was extremely quiet during the performance. But, for sure, the real souvenir I will keep with me from this experience, is the standing ovation at the end, it does not happen so often and when it happens it is really exciting. From every concert  I carry with me a special souvenir, like that time in Milan when a girl burst into tears listening to the Fernando Sor “Fantasia Elegiaca” (it is a piece the composer dedicated to his pupil Charlotte, who died young). You see, every performance, in which I give emotions to the audience, also enriches me!

 

 

Which composer do you feel most attached to?

I’m very fond to the romantic guitarist-composer Johann Kaspar Mertz because a large part of his music, which is really piano-inspired (in his works many elements typical of the style of Chopin and Liszt are recognizable) is particularly, let’s say, enhanced by my technique, a new technique I often give seminars and public classes about.

But, if I were to say who is my favorite composer, undoubtedly Johann Sebastian Bach, his music is divine and human at the same time! I don’t add anything else because it would be reductive.

 

The perfect soundtrack of a journey

If I travel for concerts, of course the entire repertoire to be performed is the soundtrack!, it comes constantly back in my thoughts and each time I have the possibility I rehearse it.

If I make long car trips I usually select a range of CD among the last bought, but the Mozart Requiem K626, the Bach Goldberg Variations performed by Glenn Gould and a recording of Beethoven’s Ninth Sinfony conducted by Riccardo Muti are never missing!

 

 

Giuseppe Chiaramonte

What must never be lacking in the suitcase of a musician?

Music scores, with no doubts! When you cannot listen to music or perform it, sink into the view of a score and imagine the sound of notes, the dynamics … it is something priceless, I do it often in train or plane. Just two days ago, on a plane, coming back from vacation, I got lost that way among the notes of Capriccio Diabolico by Mario Castelnuovo-Tedesco, a master piece written as a tribute to Paganini. And then, a nail file and many pieces of sandpaper, if you are a guitarist, should never miss!

What is your relationship with fashion, what do you like to wear when you hold a concert and what you enjoy in your free time instead?

I am not an expert in fashion and I am sure you can forgive me for this :-) I like everything that is simple, essential.

For concerts I usually dress differently depending on the occasion. Smoking for the most important performances, “total black” for informal concerts.
In my free time I choose randomly from the wardrobe…

A place on earth in which you are particularly fond of.

Surely the beautiful castle of Santa Severina, in Calabria, because there I held my first personal recital in June 2002 … since that day I always carry with me, in my guitar case, a small silver guitar the mayor of Santa Severina gave me as a gift after my performance (here revealed my good luck charm!)

 

What is your relationship with art? Do you enjoy visiting museums?

Figurative art was the first art form I was interested in. Actively, I mean. As a child I loved to paint with watercolors and tempera, a passion that has survived until adulthood (the last picture was a still-life with violin), and until a few years ago I drew in pencil. Then, the tyrant time has forced me to choose and I gave the music a priority.

I love visiting museums and I have a respect bordering on veneration for the great masters of art. In particular I am attracted by the paintings of the Romantic era because they are the true expression of the romantic man’s inner turmoil (let’s think of stormy landscapes of William Turner …), as the music of that period, of course, perfectly in balance between the “larmoyant” and the “flamboyant”.

 

Giuseppe Chiaramonte

 

How did your passion for the guitar rise up and what led you in this direction? And what advice would you give to those who want to pursue a career like yours?

 

The passion, the real one, was not a love at first sight, but it gradually raised. Not an explosion, but a plant that has grown slowly over the years. At the beginning, my mother wanted me to take guitar lessons, but nobody had pretensions, me neither. At a certain moment I met maestro Angelo Capistrano, who treated the most important years of my music education, bringing me, in a few years, from beginner to concert artist!
For those wishing to pursue a career as a performer I strongly recommend to listen to each note they play with a severe critical eye; never be satisfied! moreover, don’t passively imitate the interpretations of others but constantly try to find your own point of view, your interpretation, always in accordance with what the composer wrote, of course! To paraphrase a Middle East saying, when I pass on to a better life I will be not asked  “why you have not been Segovia?” I will be probably asked, instead, “why you have not been Chiaramonte?”

 

 

Where will we see you in the near future?

 

The next already scheduled event is my participation in the International Festival Gitarrentage Vaihingen, in Germany. Within this event, involving musicians from several continents, I will keep a master class and a lecture-concert entitled “Comparing Guitars” during which I will play all the hand-made guitars exposed. It is a type of performance quite challenging because each guitar is different from the other (size, sound sustain, tension of the strings, etc.), and from each instrument you must bring out the best. Other concerts are being planned in Italy, Germany and Austria.

 

Among the future projects I can announce, for the first time officially, the recording and publication of an instructional DVD on the new principles of classical guitar technique mentioned  above. To intrigue your readers, in particular I will deal, among other topics, with the immediate and mediate preparation, with the super-rest-stroke and I will introduce a new approach to the study of tremolo, which is one of the most fascinating techniques of classical guitar!

Giuseppe Chiaramonte

 

 

This is a special gift for you Alida, hope you like it, and when we’ll meet in Milano I’ll give you the book personally!

 

Thanks a lot Giuseppe… See you soon on the web pianolovers! :* A big kiss!

Giuseppe Chiaramonte

 

www.giuseppechiaramonte.it