Emozioni Sonore 2013 – A sostegno della non violenza sulle donne

Emozioni Sonore 2013 – Concorso d’arte emergente a  sostegno della non violenza sulle donne

Emozioni sonore 2013- Alida Altemburg

Emozioni Sonore 2013, è un evento musicale  gratuito a sostegno della non violenza sulla donna. All’evento, patrocinato da Regione Lombardia,Provincia di Milano e Comune di Milano e Regione Lazio, possono partecipare tutte le band, i cantautori i cantanti e tutti gli artisti.L’evento è organizzato dall’Associazioneculturale no profit, MyChance  che, da oltre sei anni, lavora su tutto il territorio nazionale per sensibilizzare il pubblico verso le Arti emergenti, dalla musica alla letteratura, organizzando manifestazioni ed eventi gratuiti a sostegno di iniziative come Emozioni Sonore.

Quest’anno con la partecipazione di Alida Altemburg ,pianista e modella,  testimonial dell’evento.

Le iscrizioni all’iniziativa, sono aperte. La manifestazione sarà suddivisa in quattro parti: preselezioni e votazioni web, eventi live con votazioni in vari locali italiani, votazioni sul web e, infine la finalissima, che si terrà a Milano al Centro congressi Corridoni.

La giuria che decreterà il vincitore, sarà composta da professionisti del settore musicale: direttori artistici, professori di musica e canto, responsabili di emittenti radiofoniche, siti musicali, case discografiche e riviste di settore e da gestori di locali di musica dal vivo.

 

Emozioni Sonore 2013- Alida Altemburg testimonial

Emozioni Sonore 2013- Alida Altemburg testimonial

Simona Bramati painting Alida Altemburg

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La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza.

 

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Quando ero piccola volevo essere un uomo per poter dipingere“. La storia di Simona Bramati inizia da questa frase e dal desiderio, già da allora, impetuoso di dedicarsi all’arte. Simona nasce pittrice. La sua forza, l’amore per la pittura, il suo talento le permettono di raggiunge un elevatissimo livello espressivo con il quale esalta i contenuti delle sue opere caricandoli di significato. Sensibile al mondo femminile racconta la storia di donne attraverso la carne come riflesso di stati d’animo, di offese, dei soprusi che queste sono costrette ad affrontare. Sono corpi a volte mutilati, feriti, a volte elevati a figure mitiche per descrivere il destino dell’uomo e la sua storia, dalla nascita alla morte. Non è solo la rappresentazione di un “organismo” ma di un soggetto vivente calato nella cruda realtà sociale. Sono opere che provocano, irritano per i temi trattati, ma ci attraggono per la loro non comune figurazione. Il tutto eseguito con una tecnica elegante e raffinata, da vero “maestro”.

 (Tratto da Infinito Spazio)
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Simona Bramati is a young woman painter from the Italian region of Marche, a talent launched nationally by art critic and curator Vittorio Sgarbi who included her art in the 2005 prestigious show “Il Male. Esercizi di pittura crudele” (Evil. Cruel Painting Exercises) in the Palazzina di Caccia di Stupinigi, Turin, and then in 2007 in the collective “Arte Italiana 1968–2007: Pittura” (Italian Art: Painting”) at the Milan Royal Palace. In 2008 the artist presented her solo “Lachesi, la filatrice del destino” a Palazzo della Signoria in Jesi (AN) which in three weeks totalized over 6500 visitors, is visited by her “artistic godfather” Sgarbi and attracts the interest of the national and regional press. After a series of exhibits and important acknowledgements and acquisitions by museums, Bramati has been invited to the 54th Venice Biennial Padiglione Italia regione Marche. In Venice she will exhibit from 24 September 2011 with her solo curated da Beatrice Buscaroli (the previous curator of the Italian Pavillion, at the 2009 Venice Biennial) with the participation of poet and writer Davide Rondoni.
The talented Simona Bramati

 

(In the photo Giudecca795 All Right Reserved/ Simona Bramati)

Bach – Invenzioni a due voci n°4 played by Alida Altemburg

pianista modella Alida Altemburg

“L’eterna armonia in dialogo con se stessa”

(Goethe)

Le Invenzioni e Sinfonie di Johann Sebastian Bach vengono anche più comunemente chiamate Invenzioni a due e tre voci.

Le prime origini delle Invenzioni e Sinfonie di Johann Sebastian Bach si ritrovano nel Clavierbüchlein für Wilhelm Friedemann Bach, libretto di composizioni scritte da Johann Sebastian Bach per il suo primogenito Wilhelm Friedemann Bach. Sull’autografo, custodito nella libreria della scuola di musica della Yale University a Newhaven (ConnecticutUSA), si legge “iniziato a Köthen il 22 gennaio 1720” e le composizioni vengono indicate con “Preamboli e Fantasie“.

In una seconda rielaborazione fatta da Bach, fra le tante modifiche, vengono cambiati anche i nomi delle composizioni con “Invenzioni e Sinfonie” I due gruppi di composizioni sono composti secondo il criterio tonale di due scale, una ascendente e una discendente. Di “Invenzioni e Sinfonie” ci sono due manoscritti autografi, custoditi nella biblioteca statate tedesca di Berlino. Uno di questi due autografi è del 1723 e le Invenzioni precedono le Sinfonie (come nel Clavierbüchlein); la successione tonale dei pezzi è in ordine ascendente.

 

Nel frontespizio di questo autografo lo stesso Bach scrive:

“Metodo efficace con cui si presenta in forma chiata agli appassionati del clavicembalo e sopratutto a coloro che sono desiderosi di apprendere, non soltanto come si suona correttamente a due voci, ma anche come si può arrivare, man mano che l’allievo progredisce, a far buon uso di tre voci obbligate e ottenere così non soltanto delle buone invenzioni, ma poterle pure bene eseguire e soprattutto acquistare l’arte del cantabile e il gusto della composizione”

( Johann Sebastian Bach Maestro di Cappella di Sua Altezza di Anhalt-Kothen. Anno christi 1723 )

L’altro autografo, forse scritto a Köthen, non ha data; qui ogni Invenzione è seguita dalla relativa Sinfonia di stessa tonalità; anche qui ; la successione tonale dei pezzi è in ordine ascendente.

Mentre tra i “Preamboli e Fantasie” e le “Invenzioni e Sinfonie” ci sono diverse differenze musicali, tra i due diversi manoscritti delle “Invenzioni e Sinfonie” le differenze stanno solo negli abbellimenti.

La musica barocca e il suo stile ed epoca

Il termine musica barocca indica una categorizzazione della musica composta nel XVII secolo e nella prima metà del XVIII secolo, che la fa corrispondere alla diffusione del barocco nell’arte.

Probabilmente, il primo a utilizzare il termine barocco per indicare un particolare periodo della produzione artistica con caratteristiche omogenee fu Jacob Burckhardt nel suo Il Cicerone (1855), dove è intitolato Stile barocco un capitolo dedicato all’arte post-michelangiolesca, che ne rimarca gli aspetti di decadenza rispetto al Rinascimento ; in seguito, Heinrich Wölfflin in Rinascimento e Barocco (1888) riprese il termine in senso positivo e propose anche di allargare il suo uso alla letteratura ed alla musica. Fu il musicologo Curt Sachs nel 1919 a riprendere le tesi di Wölfflin sull’arte barocca ed applicandole in maniera sistematica alla musica[1]: egli vedeva in alcune caratteristiche specifiche dello stile musicale (ad esempio, l’uso dell’ornamentazione e della variazione della melodia, oppure la scrittura monodica con basso continuo) la trasposizione delle novità stilistiche della pittura.

Questo genere si sviluppa a fianco di composizioni che ancora rientrano completamente nell’orizzonte stilistico tardo-rinascimentale – a volte i due stili coesistono nell’ambito della produzione dello stesso compositore – pertanto non è possibile stabilire una data precisa di inizio del periodo barocco in musica così come, con analoghe considerazioni, non si può stabilire una data per la sua conclusione.

Il concetto di musica barocca è generalmente accettato ed utilizzato, ma rimane controverso: molti musicologi, fra cui Manfred Bukofzer nel saggio The music in the baroque era (1947), contestano questa definizione sostenendo, non senza buoni argomenti, che sia illogico unire sotto un’unica etichetta un secolo e mezzo di produzione ed evoluzione musicale che ha fatto della varietà e della differenza il proprio programma estetico.

Dopo la sua morte, la fama di Bach come compositore declinò ed i suoi lavori vennero considerati “demodé” rispetto agli autori emergenti del periodo classico. Inizialmente venne ricordato come esecutore ed insegnante e le sue opere più note erano quelle per strumenti a tastiera. MozartBeethoven e Chopin erano suoi convinti ammiratori. Mozart, quando visitò la chiesa di San Tommaso a Lipsia ed ascoltò l’esecuzione del mottetto “Singet dem Herrn ein neues Lied” BWV 225, esclamò: “Qui c’è qualcosa da cui possiamo imparare!”. Dopo essersi fatto dare tutti gli spartiti di Bach presenti in chiesa, Mozart si sedette e non si alzò finché non ebbe finito di esaminarli tutti.

Beethoven fu un devoto ammiratore di Bach, imparò a suonare Il clavicembalo ben temperato da bambino, e, più tardi, chiamò Bach “Urvater der Harmonie” (“padre originario dell’armonia”). Parlando del significato della parola Bach, Beethoven disse: “nicht Bach, sondern Meer” (“non un ruscello, ma un mare”). Prima di iniziare un concerto, Chopin usava prepararsi suonando Bach. Diversi compositori, fra i quali Mozart, Beethoven, Robert Schumann e Felix Mendelssohn, iniziarono a scrivere in maniera contrappuntistica dopo aver conosciuto le opere di Bach. L’opera di Max Reger, ed in particolar modo quella organistica, può essere definita come un compendio tra il rigoroso contrappunto bachiano e la letteratura tardo romantica  postwagneriana.

La rinascita della fama di Bach come compositore, fra il grande pubblico, iniziò nel 1802 con la pubblicazione della celebre biografia scritta da Johann Nikolaus Forkel, che venne letta anche da Beethoven. Goethe conobbe le opere di Bach relativamente tardi nella sua vita attraverso una serie di concerti a Bad Berka fra il 1814ed il 1815. Successivamente, in una lettera del 1827 , narrò l’esperienza di ascolto della musica di Bach come “un’eterna armonia in dialogo con se stessa”. Ma fu Felix Mendelssohn che rilanciò maggiormente Bach grazie all’esecuzione, nel 1829 , della Passione secondo Matteo a Berlino.[72] Hegel, che assistette all’esecuzione, in seguito parlò di Bach come “grande, davvero protestante, robusto, e, per così dire, il genio erudito che di recente abbiamo imparato ad apprezzare nel suo pieno valore”.[73] La Bach Gesellschaft (Società bachiana) venne fondata nel 1850 per promuovere le sue opere, e, dal 1899, pubblicò l’edizione completa dei lavori di Bach.

Alcuni compositori resero omaggio a Bach impostando il suo nome in note musicali (B = Si bemolle, A = La, C = Do, H = Si naturale). Franz Liszt, ad esempio, scrisse un preludio ed una fuga sul tema Bach. Alcuni dei più grandi compositori hanno omaggiato Bach in vari modi: gli esempi includono le “Variazioni Diabelli” di Beethoven, preludi e fughe di Šostakovič e la sonata per violoncello in mi di Johannes Brahms, il cui finale si basa sul tema de L’arte della fuga.

Tre composizioni di Bach sono state incluse nel Voyager Golden Record, un disco inserito nelle prime due navicelle del Programma Voyager, lanciato nello spazio nel 1977  e contenente suoni ed immagini della Terra al fine di portare ad eventuali altre civiltà la conoscenza della nostra cultura. Bach risulta il compositore maggiormente rappresentato sul disco, sia per numero di brani che per durata complessiva. I brani inclusi sono: il primo movimento del concerto brandeburghese n.2, BWV 1047 (eseguito dalla Munich Bach Orchestra diretta da Karl Richter), la gavotte en rondeau della partita n.3 per violino solo, BWV 1006 (eseguita da Arthur Grumiaux), il Preludio e Fuga n.1, BWV 846 dal primo libro del Clavicembalo ben temperato (eseguiti al pianoforte da Glenn Gould).

Si ringraziano:

 

Istituto comprensivo Rinnovata Pizzigoni

http://www.scuolarinnovata.it/

 

CLL Milano

http://cllmilano.it/

 

Nana Osaki Momsen Makeup

http://nanaosakimomsen.tumblr.com/

 

Alessandro Grimoldieu aka  The teacher

http://grimoldieu.blogspot.it/

 

 

Alla prossima :)