Marc Chagall: la retrospettiva che incanta Milano

 

Marc Chagall

 

Era il 1994 ed ero una bambina. Mio padre mi portò a vedere la mostra che si teneva a Palazzo Ducale dedicata a Marc Chagall. Certo a quell’età non potevo sapere moltissimo di questo straordiario pittore, ma rimasi folgorata. I colori sembravano uscire dalla tela e trasportarmi in un mondo magico e anche sofferente. A quell’epoca il mio maestro di pianoforte mi raccontava di Igor Stravinskij e venni a conoscenza durante la visita al museo che Chagall aveva ideato i costumi per uno dei balletti piu belli e particolari ” L’uccello di fuoco”. Rimasi incantata difronte agli schizzi preparatori e mi sembrava di vedere i ballerini prendere vita dalla carta e ballare tutti attorno a me.

2014, Marc Chagall torna a Milano, quale occasione migliore per andare a trovare un vecchio amico?

“Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985″ propone oltre 200 opere concesse da collezionisti privati e da musei internazionali. Fino al 1 febbraio 2015, al Palazzo Reale di Milano.

Mi trovo all’ingresso con l’amica Manuela, anche lei interessata a scoprire il mondo del pittore di Vitebks. Ecco il primo ostacolo: una fila di un’ora, il museo letteralmente assediato dai fans! Chagall è una “rockstar” conosciuto in tutto il mondo, certo non come quando aveva iniziato, poco piu che ventenne decidendo di lasciare il paesino per recarsi a Parigi e incontrando i piu grandi genii del secolo scorso da Picasso a Mondrian e Modigliani.

Chagall sfugge alle categorie e alle convenzioni che spesso si utilizzano per facilitare la comprensione di questo o quel movimento artistico: gli anni della Ecole de Paris furono i più intensi per Marc, ma rappresentarono soprattutto l’occasione per sperimentare e raggiungere una profondità cromatica e una sensibilità visionaria che lo avrebbero accompagnato per tutta la vita.
La mostra si apre con alcuni dei quadri piu poetici e tristi che si possano immaginare, come l’ebreo errante.
Ma un dipinto in particolare raccoglie il mio sentire, un’autoritratto difronte a casa, in cui il pittore sembra guardarti dritto nell’anima.

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“Ciò che ci è sembrato importante mostrare in questa esposizione è la modernità di questo grande artista. Nei diversi viaggi intrapresi (Russia, Usa e Francia) Chagall ha infatti avuto la grande capacità di mescolare diverse culture e diverse religioni”, ha dichiarato Claudia Zevi, curatrice della mostra di Palazzo Reale e anche di quella presente al Museo Diocesano. Oltre 60 opere e 22 inedite gouaches preparatorie sono infatti presenti all’interno della mostra presente nel museo in Corso di Porta Ticinese intitolata “Chagall e la Bibbia”, esposizione che approfondisce il tema del messaggio biblico dell’artista. ( All’ingresso non dimenticate le cuffie Claudia Zevi vi aiuterà ad immergervi meglio nell’esperienza con descrizioni dettagliate delle opere e dell’allestimento!)

Anche nelle parole di Meret Meyer, co-curatrice della mostra e nipote di Chagall, viene evidenziata l’importanza di questa mostra, oltre che il realismo della sua attività artistica: “Questa esposizione si differenzia rispetto a tutte le altre perchè ci permette di collegare la storia e la realtà di Chagall senza diminuire la parte di poesia e di sogno delle sue opere. Soprattutto questa mostra consente di capire che il vero punto di partenza di mio nonno era sempre la realtà.”

 

Impossibile, dunque, non fare un salto – per quanto lungo possa essere – alla più grande retrospettiva organizzata in Italia negli ultimi cinquant’anni sul maestro russo: al Palazzo Reale di Milano la mostra “Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985” propone oltre 200 opere gentilmente concesse da collezionisti privati e da musei internazionali come il MoMa e il Met di New York, il Centre Pompidou di Parigi e il Museo Nazionale Russo di San Pietroburgo.

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Capolavori assoluti in un’esposizione che parte dalla prima formazione parigina – la forte impronta fauves gli schiuse un mondo di colori nuovi ed audaci – e giunge ad una consapevolezza cromatica e poetica unica e personalissima, dove il sogno si addolcisce nell’ingenuità infantile e fiabesca, tanto cara alla tradizione russa di cui era imbevuto.

“Con opere provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, tra le quali molti capolavori, questa mostra intende ripercorre una mappa non solo geografica, ma soprattutto artistica e spirituale complessa e caleidoscopica, che sta a fondamento dell’originale ‘profilo apolide’ dell’artista”, ha dichiarato l’assessore comunale alla Cultura Filippo Del Corno.“

 

Quella di Chagall è una grandezza che lo rese capace di fare propri i tanti spunti che gli venivano da cubismo, simbolismo e fauvismo, sintetizzati senza alcuna pretesa d’emulazione, secondo la propria personalissima creatività un po’ fantastica, un po’ onirica, un po’ incantata: la ritroviamo ne “La fidanzata dal viso blu”, “Gli amanti in blu” ( che amavo guardare nel mio libro d’arte da bambina) e nel celebre capolavoro “L’anniversario” . Quest’ultima opera del 1915 è la testimonianza più gioiosa della vita coniugale di Marc Chagall che, in quell’anno, aveva sposato Bella Rosenfeld, donna che gli avrebbe fatto da modella e musa ispiratrice. I toni caldi della stanza rimarcano la felicità dello sposo, fluttuante a mezz’aria, dove, ancora una volta, l’arte diviene lo strumento prediletto per rievocare il ricordo e la brezza di un amore che sarebbe durato trent’anni.
Ma Chagall non è stato solo il pittore degli amanti sulla panchina e della Volpe e l’uva, egli ha dipinto la sofferenza delle due guerra mondiali che hanno segnato la vita e il destino del popolo ebreo durante l’ascesa del nazismo in Europa.

Ho trovato così un amico non solo un grande pittore e anche se papà non è piu con me, attraverso questa bellissima mostra, l’ho sentito vicino. Molte famiglie hanno visitato la mostra e consiglio a tutti voi, specialmente se avete dei bimbi, di portarli a conoscere il mondo onirico del dolce e sensibile Chagall, lui che amava la vita piu di ogni altra cosa, vi saprà regalare una forte e bellissima emozione.

 

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It was 1994 and I was a little girl. My father took me to see the exhibition that was held in the Palazzo Ducale dedicated to Marc Chagall. Of course at that age I didn’t know a lot about this great painter, but I was thunderstruck. The colors seemed to come from the canvas and transport me to a magical world and also suffering came to me.

At that time my piano teacher told me about Igor Stravinsky’s music and I learned  during the visit to the museum, that Chagall had designed the costumes for one of the most beautiful ballets and special “The Firebird.” I sat spellbound in front of the preparatory sketches and I seemed to see the dancers come to life on paper and dancing all around me.

2014 Marc Chagall returned to Milan, what better time to visit an old friend?

“Marc Chagall. A Retrospective 1908-1985″ features more than 200 works awarded by private collectors and museums around the world. Until 1 February 2015, the Royal Palace of Milan.

I stand at the entrance with girlfriend Manuela, who was also interested to discover the world of the painter Vitebks. That’s the first hurdle: a row of an hour, the museum literally besieged by fans! Chagall is a “rockstar” is known throughout the world, certainly not as he had begun, little more than twenty years old and decided to leave the village to go to Paris and met with the biggest geniuses of the last century, Picasso, Mondrian and Modigliani.

Chagall escapes the categories and conventions that are often used to facilitate the understanding of this or that artistic movement: the years of the Ecole de Paris were the most intense for Marc, but primarily represented an opportunity to experiment and achieve a depth of color and a sensitivity visionary who accompanied him throughout his life.
The show opens with some of the most poetic and sad pictures that can be imagined, such as wandering jew.
But a painting in particular collects my feelings, self-portrait in front of the house, in which the painter seems to look straight into the soul.

“What we felt it was important to show in this exhibition is the modernity of this great artist.’s Various journeys undertaken (Russia, USA and France) Chagall has in fact had the great ability to mix different cultures and different religions,” said Claudia Zevi , curator of the exhibition at Palazzo Reale and also that present at the Diocesan Museum. More than 60 works and 22 unpublished preparatory gouaches are present in the exhibition in this museum in Corso di Porta Ticinese titled “Chagall and the Bible” exhibition that explores the theme of the biblical message of the artist.

Even in the words of Meret Meyer, co-curator of the exhibition and grandson of Chagall, highlights the importance of this exhibition, as well as the realism of his artistic activity: “This show is different than all the others because it allows us to connect the history and reality of Chagall without diminishing the role of poetry and dream of his works. Especially this exhibition allows us to understand that the real starting point of my grandfather was always the reality. ”

Impossible, therefore, does not take a leap – no matter how long it can be – the largest retrospective organized in Italy in the last fifty years on the Russian master at the Palazzo Reale in Milan, the exhibition “Marc Chagall. A Retrospective 1908-1985 “features more than 200 works courtesy of private collectors and museums around the world such as the MoMa and the Met in New York, the Centre Pompidou in Paris and the State Russian Museum in St. Petersburg.

Masterpieces in an exhibition that starts from the first training in Paris – the strong imprint of the Fauves hatched a world of new colors and bold – and comes to an awareness of color and unique poetic and personal, where the dream is softened childish naivety and fabulous , so dear to the Russian tradition of which he was soaked.

“With works from prestigious public and private collections, including many masterpieces, this exhibition aims traces a map not only geographical, but mostly artistic and spiritual complex and kaleidoscopic, which is the foundation of the original ‘profile stateless’ artist , “said the city councilor for Culture Filippo Del Corno.”

 

That Chagall is a quantity that enabled him to take up the many ideas that came from Cubism, Symbolism and Fauvism, synthesized without any pretense of emulation, according to their own personal creativity a bit ‘fantastic, a little’ dream, a some ‘enchanted we find in “The girlfriend’s face blue,” “lovers in blue” (which I loved watching my art book as a child) and the famous masterpiece “the Anniversary.” This last work of 1915 is testimony to the joy of married life of Marc Chagall, in that year, he married Bella Rosenfeld, the woman who would be his model and muse. The warm tones of the room stressing the happiness of the groom, floating in midair, where, once again, the art becomes the favorite instrument to evoke the memory and the breeze of a love that would last thirty years.
But Chagall was not only a painter of lovers on the bench and the fox and the grapes, he has painted the suffering of the two world wars that marked the life and destiny of the people jew during the rise of Nazism in Europe.

I have found such a friend is not only a great painter, and even if Dad is no longer with me, through this beautiful show, I felt close. Many families have visited the exhibition and would recommend to all of you, especially if you have children, get them to know the dream world of sweet and sensitive Chagall, he loved life more than anything else, you will be able to give a strong and beautiful emotion .

Manuela Borlotti: Audrey Hepburn è la mia musa

Manuela Borlotti

 

Cari amici, eccomi qui per una nuova intervista e ancora all’insegna della bellezza ( dopo l’intervista della scorsa settimana a Simonetta Lein, di cui trovate l’articolo precedente) Manuela Borlotti, attrice e modella, con cui ho avuto il piacere di lavorare.

Dunque tenetevi forte e partiamo subito con una breve biografia di Manuela e poi, via con le domande!

Manuela muove i suoi primi passi come modella prestando il suo volto per una delle piu belle campagne di Blumarine e Freddy accanto a Joaquin Cortes. La sua formazione teatrale è di grande prestigio: studia al “Conservatorio Teatrale La scaletta di Roma” con seminari con Beatrice Bracco, Michael Margotta, Mario Maldesi e canto con Annalisa Biancofiore. Prende poi parte del Centro Intensivo Allenamento Permanente Attori C.I.A.P.A con Gisella Burinato Corso base di danza jazz con Snel Leontine.

Nella sua carriera teatrale ci sono spettacoli come “La Morsa” di Pirandello ( Regia di Diotaiuti) e Camere da letto di Aycbourn ( Regia di Papalotti). Al cinema ha recitato nel ruolo della coo- protagonista insieme a Kasia Smutniak nel film Tredici a Tavola di E. Oldoini. Oggi la vediamo alle prese con la serie in onda su Mtv “Mario 2″ e in diverse editorial e cataloghi internazionali.

 

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Grazie mille di essere qui con me in questo spazio. Intanto complimenti per la tua carriera, ma com’è nata la passione per la recitazione?

GRAZIE A TE ALIDA,E’ UN VERO PIACERE ESSERE INTERVISTATA DA TE E AVERE UNO SPAZIO NEL TUO BLOG.

QUANDO ERO PICCOLA ERO MOLTO TIMIDA ALLORA I MIEI GENITORI MI CONSIGLIARONO DI FREQUENTARE UN CORSO DI RECITAZIONE E DA QUEL CORSO CAPII CHE VOLEVO SEGUIRE QUELLA STRADA E MI TRASFERII DA MILANO A ROMA.

Che rapporto hai con i Social Media? Ti piace stare on line?


SE USATI CON LA TESTA E BUON GUSTO MI PIACCIONO MOLTO I SOCIAL MEDIA E CONDIVIDERE LE MIE ESPERIENZE SIA LAVORATIVE CHE CULTURALI.

UNO SCAMBIO RECIPROCO PER UN ARRICCHIMENTO RECIPROCO,QUESTO LO APPREZZO MOLTO.

 Un aneddoto della tua carriera che vuoi raccontare ai nostri lettori ( che sono sempre curiosissimi!)
VEDIAMO UN ANEDDOTTO…SI CE L’HO…

SONO STATA CO-PROTAGONISTA DI 13 A TAVOLA UN FILM DI ENRICO OLDOINI,TUTTO AMBIENTATO A  CASTIGLIONCELLO.

RICORDO CHE PRIMA DI GIRARE UNA SCENA ENRICO MI PORTO’ A FARE UNA PASSEGGIATA NEL PARCO VICINO DOVE STAVAMO GIRANDO PER SPIEGARMI COME VEDEVA DAL SUO PUNTO DI VISTA LA SCENA DOPO.

LO FECE CON UNA TALE GRAZIA ,PROFESSIONALITA’ E GENTILEZZA CHE LO PORTO NEL CUORE,VERAMENTE UN GRANDE REGISTA.

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 Un luogo a cui sei particolarmente legata e che ami particolarmente

I POSTI CHE HO AVUTO LA FORTUNA DI VISITARE LI PORTO UN PO’ TUTTI NEL CUORE,MA IN PARTICOLARE IL SUDAFRICA ,CAPETOWN.

APPENA ATTERRATA HO SENTITO SUBITO CHE ME NE SAREI INNAMORATA , HO ASCOLTATO LA MIA INTUIZIONE E SONO RIMASTA A VIVERCI PER UN PO’ DI TEMPO..NON SBAGLIANDO. LA GENTE CORDIALE, SEMPLICE E GENTILE.

TRAMONTI INDIMENTICABILI E TABLE MOUNTAIN CHE HO SCALATO DIVERSE VOLTE.

VERSO SERA LA CIMA DELLA MONTAGNA SI AVVOLGE DI NUBI CHE VIENE CHIAMATA TABLECLOTH.

DALL’ALTRA PARTE IL MARE INVECE,DOVE LA MATTINA POTEVI VEDERE DELFINI E BALENE.

HO VISSUTO CAPETOWN IN UN MOMENTO MOLTO IMPORTANTE DELLA MIA VITA,IL MOMENTO DEI CAMBIAMENTI E DELLE SCELTE E MI HA AIUTATO TANTO,SPERO DI TORNARCI MOLTO PRESTO.

Manuela Borlotti


Oltre che una bravissima attrice sei anche una affermata modella. Cosa ti piace del mondo della moda e quali sono i tuoi stilisti preferiti?

GRAZIE ALIDA,SEI TROPPO BUONA… NON SO’ SE SONO UNA BRAVISSIMA ATTRICE,CERCO DI TRASMETTERE LE MIE EMOZIONI E QUELLE DEL PERSONAGGIO IL MEGLIO POSSIBILE…

DELLA MODA MI PIACE IL FATTO CHE SIA UN GIOCO…E CHE POSSIAMO DECIDERE NOI COME VOGLIAMO PROPORCI OGNI GIORNO,IN BASE AL NOSTRO CARATTERE E UMORE.

MI PIACE CHE SIA IN CONTINUA EVOLUZIONE….NON HO UNO STILISTA PREFERITO,AMO GIOCARE MISCHIANDO PEZZI DI STILISTI FAMOSI CON MAGARI PEZZI ACQUISTATI A MERCATINI VINTAGE.

Che musica ti piace ascoltare quando sei in viaggio?

QUANDO SONO IN VIAGGIO COSA ASCOLTO?

DIPENDE MOLTO DAL MIO STATO D’ANIMO,A VOLTE MUSICA ITALIANA COME JOVANOTTI O VASCO ROSSI ,ALTRE VOLTE RYUICHI SAKAMOTO O AMY WINEHOUSE,SPAZIO MOLTO DA UN ESTREMO ALL’ALTRO.

Manuela Borlotti

Cosa non manca mai nella tua valigia…

NELLA MIA VALIGIA NON MANCANO MAI IL BURROCACAO E IL COPRIOCCHIAIE (SONO UNA PICCOLA PANDA!)E UN BUON LIBRO ATTUALMENTE STO’ LEGGENDO “MOLTO VITE E UN SOLO AMORE” DI BRIAN WEISS.


 Recentemente ti abbiamo ammirata nella serie “Mario 2” insieme al simpaticissimo Maccio Capatonda. Come sta andando questa nuova esperienza sul set?

LE RIPRESE DI MARIO2 SONO TERMINATE,MI SONO DIVERTITA VERAMENTE TANTO.

HO AVUTO LA FORTUNA DI LAVORARE CON GRANDI PROFESSIONISTI,SICURAMENTE MARCELLO CHE E’ UN GRANDE ATTORE MA ANCHE TUTTI GLI ALTRI CHE MAGARI NON VEDIAMO SPESSO IN VIDEO MA CHE SONO VERI TALENTI.

TROUPE MERAVIGLIOSA E DISPONIBILE,TRUCCATRICI,SCENOGRAFI,ASSISTENTI DI PRODUZIONE,PUBBLICO,SARTE,NON ELENCO TUTTI CHE SONO TANTISSIMI !!!!

 

Manuela BorlottiDove ti vedremo prossimamente e che cosa bolle in pentola?

AL MOMENTO MI SONO PRESA UN MOMENTO DI PAUSA CHE FA SEMPRE BENE,MA MOLTO PRESTO RITORNERO’ IN AZIONE!!!

LA MIA CITAZIONE PREFERITA E ‘ UNA DI AUDREY HEPBURN MIA ICONA

“CREDO NEL ROSA.CREDO CHE RIDERE SIA IL MODO MIGLIORE PER PERDERE CALORIE.CREDO NEL BACIARE,BACIARE MOLTO.

CREDO NELL’ESSERE FORTI QUANDO TUTTO SEMBRA ANDARE PER IL VERSO SBAGLIATO.CREDO CHE LE RAGAZZE ALLEGRE SIANO LE PIU’ CARINE.

CREDO CHE DOMANI E’ UN ALTRO E CREDO NEI MIRACOLI”.

Dedica Manuela Borlotti

Grazie ancora alla splendida Manuela per la dedica e mi raccomando continuate a seguire questa meravigliosa e talentuosa attrice, ci vediamo sul web amici! Vi abbraccio in musica!

 

Alida Altemburg

 

 

 

 

Desideriamo con Simonetta Lein

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Oggi è con me una ospite meravigliosa, una ragazza solare e dolcissima: Simonetta Lein. Abbiamo fatto una bella chiacchierata al telefono in diretta io da Melbourne e lei da New York, e finalmente pubblico qui l’intervista integrale. Nel frattempo cari amici, scopriamo insieme qualcosa in piu della simpaticissima Simonetta, in una breve bio e poi partiamo subito con le domande! La nostra Simo è autrice di un libro dal titolo ” Tutto ciò che si vuole” editor da Sperling & Kupfer, un libro sui desideri ed ha creato un sito che si chiama desideriamo ( www.desideriamo.it) in cui, proprio come una fatina, realizza i desideri di tutti i lettori ( a proposito se avete un desiderio non esitate ad andare sul sito!).

In teatro nello stesso periodo, in continuità con il memoriale della Shoah, è stata un’interprete  di SS, pièce ispirata alla Sindrome di Stoccolma e ambientata nei lager nazisti c/o il Teatro dell’Orologio a Roma. La spiritualità fa parte dell’animo poliedrico di Simonetta, tanto che  è fondatrice del “People Wish Tree”, movimento virtuale di raccolta dei desideri, un vero e proprio albero che dal suo blog, inizialmente solo Lovelightlein.com e poi Desideriamo in VanityFair.it, sta trovando dimora reale nelle principali città italiane. La ascoltiamo alla radio di Vanity Fair raccontare di desideri raccolti e la vediamo in una serie video in compagnia di moltissimi personaggi per Vanityfair (su desideriamo.vanityfair.it). Se poi la osservate meglio, noterete la straordinaria somiglianza con l’attrice Mariangela Melato, tanto che è stato il  nuovo volto di “Mari per sempre”, reading teatrale in tournée tratto dalla biografia “Io Mariangela Melato”. Partiamo con le domande!

Simonetta Lein

Ciao Simonetta, sono davvero felice di averti ospite. Ci siamo sentite su Facebook, tu in America e io qui in Australia. Davvero un’intervista internazionale oserei dire. Raccontami un po’ di questo tuo periodo in trasferta…

Questo periodo a New York ed in giro per l’America è stato principalmente per stare vicino alla famiglia del mio compagno, ma non ti nego che ci sono dei progetti anche per quanto riguarda Desideriamo.  

Ho scoperto il tuo libro “ Tutto ciò che si vuole – romanzo sul potere dei desideri” pubblicato da Sperling & Kupfer e devo ammettere che è un libro speciale, sensible e delicato.  Quanto il desiderare ha cambiato la tua vita e quanto c’è di te nella protagonista,Sofia?

Cinquanta per cento Simo e cinquanta per cento Sofia. Ho scoperto che Sofia aveva un coraggio che nemmeno io possedevo. Il desiderare e l’essere consapevoli questo è fondamentale. Spesso anche filosofie orientali si parla della consapevolezza proprio alla luce dei propri desideri. Siamo sulla terra per comprendere con cosapevolezza qual’è il cammino che vorremmo percorrere. L’altro giorno mi è capitato di leggere una bellissima frase che diceva piu o meno cosi ” Sorridere è una scelta”. Infatti sono dietro ai sorrisi si nascondono le difficoltà e le avversità che la vita ci mette di fronte. L’albero dei desideri, di cui parlo nel libro nasce proprio da un viaggio che compie Sofia. Il viaggio ti trasforma e sicuramente il desiderare e l’esserne consapevole mi ha reso una persona piu propositiva. Spesso quando si desidera per se stessi, non si compie un atto di egoismo, ma si muta a prospettiva che si ha della vita e si diventa piu aperti verso gli altri.

Simonetta Lein

 

Tu sei anche un po’ un fatina e con il progetto Desideriamo (www.desideriamo.it ), dai vita e voce ai sogni della gente. Come si fa a partecipare al blog?

Recentemente a Radio Kiss Kiss si diceva che la fatina si è trasformata in un Boss! Sicuramente per dare voce ai propri desideri ci vuole tanto coraggio, prendere le redini della propria vita. Ad ogni modo, partecipare al blog è semplicissimo: vi basta andare su www.desideriamo.it e scrivere un desiderio, possibilmente concreto. Troverete diverse categorie e potete scegliere quella che piu vi rappresenta. Vi consiglio comunque di essere attivi su desideriamo anche perchè i desideri meritevoli vengono guardati dalla redazione di Desideriamo. Quando scrivete i desideri non pensiate che sia stupido. Qualunque cosa che vi viene in mente va bene dai desideri piu grandi a quelli piu piccoli.

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La colonna sonora che meglio ti rappresenta e  che non deve mai mancare durante i tuoi viaggi

Mi piace molto ascoltare Cat Stevens, i Rolling Stones ( specialmente le canzoni piu rare) poi un gruppo che mi viene in mente americano che fa folk si chiamano Iron and Wine, ve li consiglio. Qui in America ascolto molitissimo le radio che passano dalla musica ispanica a quella hip hop. Quando poi voglio staccare da tutto ascolto anche la musica classica, per calmare lo spirito. Il mio fidanzato ha un giradischi e ascolto spesso i vinili dei Beatles. Delle canzoni amo sopratutto i testi, cerco sempre delle ispirazioni. A volte mi capita di sentire delle frasi in particolare che mi colpiscono e che poi faccio mie.

Un posto a cui sei particolarmente legata e che ti fa stare bene, per staccare un po’ dalla vita frenetica di tutti i giorni.

La casa della mia mamma in Friuli, che si trova a San Lorenzo ( il paese di Pasolini n.d.a). Li si respira un’atmosfera di natura e proprio gli elementi come il legno, la terra, il vento e gli alberi mi danno molta energia, mi “ripulisco”.

Un altro tema da te sentito è quello della crisi. Hai posato come modella per il grande fotografo Bruno Olivieri per la mostra al Teatro dal Verme “Oltre la Crisi”. Com’è stato lavorare con il  Maestro?

Sicuramente è stato interessante, ma anche molto paritario. Certo lui “dirige” e io mi sono fatta guidare. Professionalmente parlando lui è incredibile e come tutti i grandi artisti ha voglia di comunicare. La serata dell’inaugurazione è stata meravigliosa. Le persone vedevano e chiedevano incuiriosite. Sicuramente è stata una mostra che faceva riflettere e pensare. Pensa che per uno scatto ci siamo messi davanti ad Equitalia infatti c’è una frase che recita ” Non voglio morire per l’Euro”. Comunque Bruno Olivieri ha anche lui un bel caratterino, ma se nella vita una persona è determinata deve essere cosi, “tosta”.

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Recentemente a Palazzo Spinola a Genova, nell’ambito del Festival per l’eccellenza femminile, hai portato in scena la piece teatrale “ Io, Mariangela Melato”, tratta dall’omonimo libro di Silvana Zanovello. Tutto ebbe inizio con una lettera che tu inviasti a Mariangela…

Le ho scritto sei anni fa, tutti mi dicevano che le assomiglio ( in effetti vi basta dare un occhiata alle sue foto!) ed un regista si era appassionato al progetto che avevo in mente. Pensa che lei dopo poco mi rispose e mi disse che al momento l’idea le piaceva, ma che trattandosi solo di un soggetto aveva bisogno di leggere la sceneggiatura completa. Lei avrebbe dovuto interpretare la parte di mia madre. Il mio libro ” Tutto ciò che si vuole ” è uscito dopo che lei ci lasciasse e nel frattempo una giornalista bravissima ha scritto la biografia di Mariangela, cosi è nato il progetto teatrale ” Io Mariangela Melato” dove ho letto alcuni pezzi. Pensa che la gente alla fine si è complimentata dicendomi ” Ma lei è benedetta è uguale a Mariangela!” è stata un’emozione incredibile!

 Hai molto successo  sui Social Network  e trascorri molto tempo al computer: addirituttura per rispondere a tutti i tuoi followers, spesso e volentieri fai le ore piccole. Che cosa pensi della svolta tecnologica a cui stiamo assistendo in questi ultimi dieci anni?

Molto utile, ma spesso bisogna dire di no. Mi sono data un limite ( anche perchè il mio fidanzato cominciava a lamentare l’assenza di attenzioni costanti!). Penso che questa tecnologia sia utilissima e che sia il mezzo del momento, ma dall’altro alto bisogna sempre ricordarsi che c’è una vita reale e che il Social sono parte del nostro lavoro quotidiano.

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Un causa che ti sta molto a cuore è quella di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, attraverso l’associazione Pangea fondata dai Luca Lo Presti. Pangea è un aiuto concreto per le donne, per non sentirsi sole e perse (www.pangeaonlus.it) . Come possiamo contribuire e fare qualcosa per aiutare Pangea?

Pangea offre un aiuto concreto alle donne in difficoltà offrendo non solo assistenza ma un vero e proprio “rifugio”. Ricordo a tutti coloro che volessero fare qualcosa per l’associazione possono visitare il sito www.pangeaonlus.it . Sappiamo quanto sia difficile rompere il silenzio, ma chiunque fosse in difficoltà può contattare Pangea.

Cosa bolle nella pentola di Simonetta e dove ti vedremo prossimamente?

 

  Al momento mi troverete su www.desideriamo.it e su Radio Kiss Kiss insieme a Francesco Facchinetti dalle sei alle sette di sera. Tra le altre cose ho un progetto, di cui non vorrei anticipare troppo, per la televisione. Grazie a te Alida, ti lascio questa frase ” Non esiste un cuore puro a cui i desideri non saranno esauditi”.

Grazie alla splendida Simonetta di aver condiviso con noi questo momento. Evviva i desideri!

Potete seguire le attività della nostra, sul suo sito ufficiale http://www.simonettalein.com

Facebook: https://www.facebook.com/SimonettaLeinOfficial

Desideriamo : http://desideriamo.vanityfair.it

” Tutto ciò che si vuole” è acquistabile su Amazon: http://www.amazon.com/dp/B00FP45PEM

E non predate l’appuntamento su Radio Kiss Kiss con Francesco Facchinetti su “I corrieri della sera”

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Alida Altemburg

Photo credits: Bruno Olivieri and all the material is from www.simonettalein.it and Google