Marco Chiurato : the wild side of sugar

Marco Chiurato

 

Oggi vi propongo un’intervista con uno dei piu chiacchierati artisti italiani di ultima generazione. Alcuni lo definiscono L’enfant terrible di Marostica, ma credo proprio che a lui le etichette non vadano giu.

Ci siamo incontrati su Facebook e abbiamo iniziato una bella chiacchierata sull’arte. Ma prima di partire con le domande tra il sacro e il faceto, vi introduco il nostro affascinante e ribelle artista. Nulla di quello che leggerete è stato censurato :)

Marco nasce a Marostica, dove inizia a sperimentare il suo amore per l’arte in un modo molto dolce attraverso l’arte pasticciera. Lo possiamo immaginare tra cioccolato e pasticcini dove impara a plasmare la materia zuccherosa trasformandola in scultura. Si lascia guidare dai sensi in modo spontaneo e come un bambino ama esplorare e proprio questo gusto per la scoperta lo porta a una delle sue piu controverse installazioni Sexhibitionism. “Il sesso, e prima ancora i genitali, sono qualcosa di importante: rappresentano la parte di noi che più teniamo nascosta. Sono come i sentimenti”.

Sempre nel 2008 diventa testimonial per la campagna pubblicitaria Illy fotografato dall’artista Maurizio Galimberti e crea una campagna pubblicitaria contro il doping con Silvio Martinello.


Espone a Praga al Festival dell’Arte Contemporanea nel 2008 e nel 2009.
Negli anni collabora con artisti importanti, quali, Cleto Munari, Alessandro Mendini, Wainer Vaccari, Marisa Laurito, Kim Jules, Luigi Pellanda, Don Backy, Paolo Rossi, Tinto Brass,e altri…
E’ presente al salone del Mobile di Milano con la performance “Bambini diversi” e alla collettiva “Design Crisis”.
Nel 2009 espone abusivamente l’Epigrafe di Cleto Munari al Moma e Guggenheim di NY rischiando il carcere.

Poi la performance dove esistono solo coordinate: “DIVIETODI CACCIA”, grazie alla quale Chiurato riceverà un’importante segnalazione.
La sua autoironia lo porta a creare il blog “IO ODIO MARCO CHIURATO” dove, parecchie persone che lo conoscono o l’hanno conosciuto, diventano protagonisti di video dove non si risparmiano nel criticarlo come artista e come persona.Tra questi Arisa, Victoria Cabello, Renzo Rosso, Francesco Mandelli, Magda Gomez e Vittorio Sgarbi.
Il 2011 lo vede presente alla Triennale Design Museum di Milano con “Casanova”, in cui l’artista compare con il suo lavoro sulla rivista “MADE”.

A seguire “Fukushima 131”, una bicicletta nata dalla collaborazione di Chiurato con la Battaglin Cicli, entrambi desiderosi di fare qualcosa di concreto e allo stesso tempo simbolico per le popolazioni del Giappone colpite dallo Tsunami e dal rischio nucleare. La bicicletta infatti è stata messa all’asta per raccogliere del denaro da destinare alla Croce Rossa Italiana “Pro Emergenza Giappone”.
Arriva poi la Biennale di Venezia 2011, realizza“Cleto Munari+1” , una performance video “Invidia” dove l’artista compare con lo stesso Munari.
Proprio in occasione della Biennale, l’artista realizza il video “Attentazione”, dove fa esplodere provocatoriamente il Padiglione Italia realizzato in zucchero, con la voce dell’attore Marco Basile sullo sfondo.
Sempre nello studio di Cleto Munari, Chiurato espone cinque opere, che compaiono tra i lavori del designer.

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Nel 2011 realizza la mostra “SIT!”, che rappresenta la dolorosa realtà delle donne acidificate. La mostra, riproposta anche a Udine, è stata patrocinata dall’UNESCO.
La sua ammirazione per i grandi artisti del passato, lo porta a realizzare la performance “Particolari del Canova”, con la preziosa collaborazione del prof. Domenico Patassini.
Nel 2012 realizza “Concepimento di un’opera”, dove l’artista sottolinea l’unicità di ognuno di noi e l’importanza della nostra individualità che può apportare, positivamente o negativamente, un cambiamento storico importante.
L’innata sensibilità di Chiurato nei confronti delle problematiche sociali è presente nella performance “Chi è senza peccato…”, contro la lapidazione femminile e, successivamente, in “Inside you”, performance contro la pedofilia e lo sfruttamento minorile. Inoltre cerca di far conoscere la drammatica realtà della Sierra Leone con “Maniche corte/Maniche lunghe”, che ha come testimonial il ballerino Samuel Peron.
Gli ultimi lavori di Chiurato sono soprattutto video artistici. In “Effetti senza cause”, realizzato in occasione delle ultime Olimpiadi, brucia una serie di bandiere nazionali, per poi scoprire che non sono altro che semplici disegni. In “Kaian” porta alla luce l’infelice condizione delle così dette “donne giraffa”, presenti in Thailandia. L’incidente di Chernobyl è ben rappresentato in “Lucid dream” attraverso il sogno di un bambino. “ArmSTRONG” invece consiste in un parallelo tra l’astronauta e il ciclista, mentre “Oxygen” ci riporta all’Olocausto, tema molto sentito da Chiurato.

 Marco Chiurato Hong Kong

Alida: Eccomi qui Marco! Ti ho cercato sul web e sono rimasta letteralmente affascinata dal tuo universo. Punto numero uno: tutti dichiarano di odiarti, attraverso dei piccoli clip da Oliviero Toscani a Andy. Qual’è il segreto di questo odio viscerale?

Marco: Il segreto sta proprio nel segreto, e se te lo svelo, il segreto, che segreto è? Non sarebbe più un segreto ma un non segreto che si scontrerebbe con il segreto per non aver mantenuto il segreto.

Alida: Ma sopratutto di questa mise en abyme sapientemente strutturata?

Marco: MARKETING & MARCHETTA di Marco Chiurato & EGO

Alida: La tua arte nasce sulle torte e arriva sui corpi femminili, ornamenti tragici, decadenti del mondo di oggi. La donna mercificata, la donna sottoposta alla pressione dei media, la donna di plastica, quasi priva di volontà se non quella del piacere a tutti i costi e di diventare oggetto sessuale. Cosa rappresenta per te la femminilità e che rapporto hai con le donne?

Marco: Ti risponderei con falsità e andrei a rovinare questa intervista casta e pura, quindi se non ti dispiace farei rispondere una mia carissima amica che di nome fa Maria e di cognome Tessariol, mangiatrice di dolci, vittima della mercificazione senza essere divorata, sottoposta alla pressione dei mediocri, in possesso di volontà a non piacere a tutti i costi e per lo stesso motivo diventata miraggio sessuale.

Maria cosa rappresenta secondo te per me la femminilità e che rapporto ho con le donne?

Maria: Pare a me che molti dissacranti artisti o presunti tali, sbircino nudi con pennelli in mano?!. Venerate. Stese come muse per la posa, ricoperte di fronzoli allo zucchero. Non un solo sguardo d’incontro con gli occhi di chi nuda lo osserva operare minuzioso. Il rapporto di Marco Chiurato con le donne è: Arte. Capace di rendere venerabile ciò che noi donne schiaffeggiamo per poi lamentarci umiliate. In lui e rivivo l’adorazione del corpo femminile e di una femminilità inneggiata e a volte invidiata. Ogni riccio posato su un seno è una lacrima, impossibilità di non poter essere creatore fino in fondo.

Marco Chiurato e Maria

Alida: La sessualità è strabordante e viva nelle tue opere, carica di significati onirici, falli e vagine, seni corpi vivi ma forse interiormente morti. Tu che rapporto hai con il sesso?

Marco: Il mio rapporto con il sesso non è ancora instabile quindi nelle mie opere faccio vedere ciò che non vivo fisicamente ma mentalmente.

 

Alida: Da musicista, sono curiosa di esplorare il tuo universo musicale. Sei legato a compositori particolari? Mentre lavori ti piace ascoltare musica?

LAURA PAUSINI-GIGI D’ALESSIO-BRITNEY SPEARS-ti basta?

Mentre lavoro ascolto Radio Birikina e una buona dose di capolavori anni 80!

Alida: Oltre a essere talentuoso sei anche molto affascinante e sexy, trovo il tuo look molto boho e molto cool. Che rapporto hai con la moda?

Marco: Il mio rapporto di vestibilità esterna con la moda è dettato dal gusto di mia mamma che ad oggi è ancora lei che mi veste invece ho un rapporto più diretto con la moda che veste internamente con materiali innovativi siliconici vibranti

Alida: Un luogo al quale sei particolarmente legato

Marco: Al Luogo comune

Alida: Un posto in cui ti piacerebbe andare?

Marco: In questo momento a letto con te

Alida: Un libro che consiglieresti agli amici di leggere

Marco: I miei amici odiano leggere

Marco Chiurato - Elio Fiorucci

Alida: Pensi che l’arte possa essere ancora provocazione? Oppure ormai abbiamo già visto e sentito talmente di tutto un po che siamo anestetizzati, quasi subiamo passivamente il sesso e la violenza?

Marco: PENSO CHE L’ARTE possa essere ancora provocazione, PENSO CHE L’ARTE deve seguire il tempo che cambia, PENSO CHE L’ARTE in movimento non sia un visto e rivisto, PENSO CHE L’ARTE non si ripeta, PENSO CHE L’ARTE al giorno d’oggi non sia violenza PENSO CHE L’ARTE non superi le provocazioni giornaliere del mondo, PENSO CHE L’ARTE provocatoria sia adatta ad un pubblico di ergastolani che non vedono i cambiamenti ma che subiscono passivamente il sesso e la violenza all’interno di un cubo asettico.

PENSO CHE L’ARTE…

Alida: I tuoi temi sono schietti, sinceri, mi sono divertita moltissimo a vedere il video che hai fatto per Diesel “Be stupid”. In realtà quello che ho potuto apprezzare di te è che ti diverti come un pazzo. Ma d’altra parte l’artista è pazzo. E tu che rapporto hai con la follia?

Marco: La follia non so cosa sia,

in questo momento di malinconia

mentre ti scrivo questa non poesia

che semmai mi portasse via

capirei cosa sia.

http://www.marcochiurato.com/2012/07/20/suicidio/

 

Alida: Ho visto un video mentre  mentre distruggi l’opera di Dondi  e ti vedo come un Alex Delarge in preda ad una vision estetica dell ultra violenza cosa ha suscitato in te la musica Sinfonia numero 8?

Marco: Sinfonia n.8? Non sapevo si chiamasse così, l’ho inserita perché mi piaceva  e non perché mi ha suscitato qualcosa, comunque ti ringrazio per l’info. In realtà mi faccio di qualche droguccia zuccherina.

Con il latte+ non vado molto d’accordo visto il mio passato a 90° in ospedale quando da piccolo bevevo il latte di nascosto essendo intollerante. Ed è proprio li che sono diventato violento quando non capivo perchè mi inserivano dietro un oggetto di design, penso di Philippe Stark, a forma di pera di gomma.

 

Alida: dove ti vedremo ?

Marco: Su un epitaffio, e tutti diranno:

“Cazzo un artista diventa famoso solo dopo la morte e il povero Marco  nemmeno da defunto!”

Grazie Marco per essere stato con me in questo spazio virtuale… Sei davvero irreverente ma mi sono divertita molto! Ci vediamo presto, a Milano o a New York e per il momento sul web!

 

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