Marc Chagall: la retrospettiva che incanta Milano

 

Marc Chagall

 

Era il 1994 ed ero una bambina. Mio padre mi portò a vedere la mostra che si teneva a Palazzo Ducale dedicata a Marc Chagall. Certo a quell’età non potevo sapere moltissimo di questo straordiario pittore, ma rimasi folgorata. I colori sembravano uscire dalla tela e trasportarmi in un mondo magico e anche sofferente. A quell’epoca il mio maestro di pianoforte mi raccontava di Igor Stravinskij e venni a conoscenza durante la visita al museo che Chagall aveva ideato i costumi per uno dei balletti piu belli e particolari ” L’uccello di fuoco”. Rimasi incantata difronte agli schizzi preparatori e mi sembrava di vedere i ballerini prendere vita dalla carta e ballare tutti attorno a me.

2014, Marc Chagall torna a Milano, quale occasione migliore per andare a trovare un vecchio amico?

“Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985″ propone oltre 200 opere concesse da collezionisti privati e da musei internazionali. Fino al 1 febbraio 2015, al Palazzo Reale di Milano.

Mi trovo all’ingresso con l’amica Manuela, anche lei interessata a scoprire il mondo del pittore di Vitebks. Ecco il primo ostacolo: una fila di un’ora, il museo letteralmente assediato dai fans! Chagall è una “rockstar” conosciuto in tutto il mondo, certo non come quando aveva iniziato, poco piu che ventenne decidendo di lasciare il paesino per recarsi a Parigi e incontrando i piu grandi genii del secolo scorso da Picasso a Mondrian e Modigliani.

Chagall sfugge alle categorie e alle convenzioni che spesso si utilizzano per facilitare la comprensione di questo o quel movimento artistico: gli anni della Ecole de Paris furono i più intensi per Marc, ma rappresentarono soprattutto l’occasione per sperimentare e raggiungere una profondità cromatica e una sensibilità visionaria che lo avrebbero accompagnato per tutta la vita.
La mostra si apre con alcuni dei quadri piu poetici e tristi che si possano immaginare, come l’ebreo errante.
Ma un dipinto in particolare raccoglie il mio sentire, un’autoritratto difronte a casa, in cui il pittore sembra guardarti dritto nell’anima.

marc_chagall_autoritratto_davanti_casa_1914

“Ciò che ci è sembrato importante mostrare in questa esposizione è la modernità di questo grande artista. Nei diversi viaggi intrapresi (Russia, Usa e Francia) Chagall ha infatti avuto la grande capacità di mescolare diverse culture e diverse religioni”, ha dichiarato Claudia Zevi, curatrice della mostra di Palazzo Reale e anche di quella presente al Museo Diocesano. Oltre 60 opere e 22 inedite gouaches preparatorie sono infatti presenti all’interno della mostra presente nel museo in Corso di Porta Ticinese intitolata “Chagall e la Bibbia”, esposizione che approfondisce il tema del messaggio biblico dell’artista. ( All’ingresso non dimenticate le cuffie Claudia Zevi vi aiuterà ad immergervi meglio nell’esperienza con descrizioni dettagliate delle opere e dell’allestimento!)

Anche nelle parole di Meret Meyer, co-curatrice della mostra e nipote di Chagall, viene evidenziata l’importanza di questa mostra, oltre che il realismo della sua attività artistica: “Questa esposizione si differenzia rispetto a tutte le altre perchè ci permette di collegare la storia e la realtà di Chagall senza diminuire la parte di poesia e di sogno delle sue opere. Soprattutto questa mostra consente di capire che il vero punto di partenza di mio nonno era sempre la realtà.”

 

Impossibile, dunque, non fare un salto – per quanto lungo possa essere – alla più grande retrospettiva organizzata in Italia negli ultimi cinquant’anni sul maestro russo: al Palazzo Reale di Milano la mostra “Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985” propone oltre 200 opere gentilmente concesse da collezionisti privati e da musei internazionali come il MoMa e il Met di New York, il Centre Pompidou di Parigi e il Museo Nazionale Russo di San Pietroburgo.

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Capolavori assoluti in un’esposizione che parte dalla prima formazione parigina – la forte impronta fauves gli schiuse un mondo di colori nuovi ed audaci – e giunge ad una consapevolezza cromatica e poetica unica e personalissima, dove il sogno si addolcisce nell’ingenuità infantile e fiabesca, tanto cara alla tradizione russa di cui era imbevuto.

“Con opere provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, tra le quali molti capolavori, questa mostra intende ripercorre una mappa non solo geografica, ma soprattutto artistica e spirituale complessa e caleidoscopica, che sta a fondamento dell’originale ‘profilo apolide’ dell’artista”, ha dichiarato l’assessore comunale alla Cultura Filippo Del Corno.“

 

Quella di Chagall è una grandezza che lo rese capace di fare propri i tanti spunti che gli venivano da cubismo, simbolismo e fauvismo, sintetizzati senza alcuna pretesa d’emulazione, secondo la propria personalissima creatività un po’ fantastica, un po’ onirica, un po’ incantata: la ritroviamo ne “La fidanzata dal viso blu”, “Gli amanti in blu” ( che amavo guardare nel mio libro d’arte da bambina) e nel celebre capolavoro “L’anniversario” . Quest’ultima opera del 1915 è la testimonianza più gioiosa della vita coniugale di Marc Chagall che, in quell’anno, aveva sposato Bella Rosenfeld, donna che gli avrebbe fatto da modella e musa ispiratrice. I toni caldi della stanza rimarcano la felicità dello sposo, fluttuante a mezz’aria, dove, ancora una volta, l’arte diviene lo strumento prediletto per rievocare il ricordo e la brezza di un amore che sarebbe durato trent’anni.
Ma Chagall non è stato solo il pittore degli amanti sulla panchina e della Volpe e l’uva, egli ha dipinto la sofferenza delle due guerra mondiali che hanno segnato la vita e il destino del popolo ebreo durante l’ascesa del nazismo in Europa.

Ho trovato così un amico non solo un grande pittore e anche se papà non è piu con me, attraverso questa bellissima mostra, l’ho sentito vicino. Molte famiglie hanno visitato la mostra e consiglio a tutti voi, specialmente se avete dei bimbi, di portarli a conoscere il mondo onirico del dolce e sensibile Chagall, lui che amava la vita piu di ogni altra cosa, vi saprà regalare una forte e bellissima emozione.

 

La-promenade

It was 1994 and I was a little girl. My father took me to see the exhibition that was held in the Palazzo Ducale dedicated to Marc Chagall. Of course at that age I didn’t know a lot about this great painter, but I was thunderstruck. The colors seemed to come from the canvas and transport me to a magical world and also suffering came to me.

At that time my piano teacher told me about Igor Stravinsky’s music and I learned  during the visit to the museum, that Chagall had designed the costumes for one of the most beautiful ballets and special “The Firebird.” I sat spellbound in front of the preparatory sketches and I seemed to see the dancers come to life on paper and dancing all around me.

2014 Marc Chagall returned to Milan, what better time to visit an old friend?

“Marc Chagall. A Retrospective 1908-1985″ features more than 200 works awarded by private collectors and museums around the world. Until 1 February 2015, the Royal Palace of Milan.

I stand at the entrance with girlfriend Manuela, who was also interested to discover the world of the painter Vitebks. That’s the first hurdle: a row of an hour, the museum literally besieged by fans! Chagall is a “rockstar” is known throughout the world, certainly not as he had begun, little more than twenty years old and decided to leave the village to go to Paris and met with the biggest geniuses of the last century, Picasso, Mondrian and Modigliani.

Chagall escapes the categories and conventions that are often used to facilitate the understanding of this or that artistic movement: the years of the Ecole de Paris were the most intense for Marc, but primarily represented an opportunity to experiment and achieve a depth of color and a sensitivity visionary who accompanied him throughout his life.
The show opens with some of the most poetic and sad pictures that can be imagined, such as wandering jew.
But a painting in particular collects my feelings, self-portrait in front of the house, in which the painter seems to look straight into the soul.

“What we felt it was important to show in this exhibition is the modernity of this great artist.’s Various journeys undertaken (Russia, USA and France) Chagall has in fact had the great ability to mix different cultures and different religions,” said Claudia Zevi , curator of the exhibition at Palazzo Reale and also that present at the Diocesan Museum. More than 60 works and 22 unpublished preparatory gouaches are present in the exhibition in this museum in Corso di Porta Ticinese titled “Chagall and the Bible” exhibition that explores the theme of the biblical message of the artist.

Even in the words of Meret Meyer, co-curator of the exhibition and grandson of Chagall, highlights the importance of this exhibition, as well as the realism of his artistic activity: “This show is different than all the others because it allows us to connect the history and reality of Chagall without diminishing the role of poetry and dream of his works. Especially this exhibition allows us to understand that the real starting point of my grandfather was always the reality. ”

Impossible, therefore, does not take a leap – no matter how long it can be – the largest retrospective organized in Italy in the last fifty years on the Russian master at the Palazzo Reale in Milan, the exhibition “Marc Chagall. A Retrospective 1908-1985 “features more than 200 works courtesy of private collectors and museums around the world such as the MoMa and the Met in New York, the Centre Pompidou in Paris and the State Russian Museum in St. Petersburg.

Masterpieces in an exhibition that starts from the first training in Paris – the strong imprint of the Fauves hatched a world of new colors and bold – and comes to an awareness of color and unique poetic and personal, where the dream is softened childish naivety and fabulous , so dear to the Russian tradition of which he was soaked.

“With works from prestigious public and private collections, including many masterpieces, this exhibition aims traces a map not only geographical, but mostly artistic and spiritual complex and kaleidoscopic, which is the foundation of the original ‘profile stateless’ artist , “said the city councilor for Culture Filippo Del Corno.”

 

That Chagall is a quantity that enabled him to take up the many ideas that came from Cubism, Symbolism and Fauvism, synthesized without any pretense of emulation, according to their own personal creativity a bit ‘fantastic, a little’ dream, a some ‘enchanted we find in “The girlfriend’s face blue,” “lovers in blue” (which I loved watching my art book as a child) and the famous masterpiece “the Anniversary.” This last work of 1915 is testimony to the joy of married life of Marc Chagall, in that year, he married Bella Rosenfeld, the woman who would be his model and muse. The warm tones of the room stressing the happiness of the groom, floating in midair, where, once again, the art becomes the favorite instrument to evoke the memory and the breeze of a love that would last thirty years.
But Chagall was not only a painter of lovers on the bench and the fox and the grapes, he has painted the suffering of the two world wars that marked the life and destiny of the people jew during the rise of Nazism in Europe.

I have found such a friend is not only a great painter, and even if Dad is no longer with me, through this beautiful show, I felt close. Many families have visited the exhibition and would recommend to all of you, especially if you have children, get them to know the dream world of sweet and sensitive Chagall, he loved life more than anything else, you will be able to give a strong and beautiful emotion .