Internet Diva

Chiediamo a Dietmar Schoder di parlarci della sua esperienza di artista e di creativo e all’idea della Diva nell’era di internet.
L’idea originale nella creazione di pittura digitale e l’incontro con una delle sue muse.
Domanda: Dietmar,ti andrebbe di raccontarci come è nato il concept e quali sono le tecniche che hai utilizzato?
Dietmar Schoder: Quando guardiamo il solito lavoro di un pittore, vediamo il pittore, l’oggetto, materiale, strumenti e il risultato: la pittura.
Quando – rispetto a questo – guardiamo la solita vita di una diva, vediamo la diva, i suoi fan, i media e la celebrazione della diva.In un senso molto astratto si parla di un “sistema” in entrambi i casi. Ogni sistema presenta un certo tipo di comportamento, si compone di componenti, ed ha un effetto che non può essere trovato in ogni singola parte del sistema.

Un sistema del primo tipo può produrre arte. Uno del secondo tipo può produrre qualcosa che va oltre l’ammirazione – chiamiamolo devozione.

Entrambi sono artificiali, ed entrambi sono ben noti.

Ma oggi ci sono nuovi  elementi: i new media. Che aggiungono un nuovo aspetto, che è la virtualità.

All’inizio tutti abbiamo pensato aInternet come una rete globale è l’ingresso in un mondo irreale.

Ma ora vediamo che è l’ingresso in un mondo senza punti.

Domanda: Come è avvenuto l’incontro con Alida?

Dietmar Schoder: In questo caso specifico  significa che la diva incontra il pittore senza viaggiare da Milano a Vienna. E tutti i fan incontrano la diva (o vedono il dipinto finale) senza uscire di casa. Tutti sono ovunque.

Tutti questi elementi si combinano  senza posizioni specifiche.

Tecnicamente il pittore incontra la diva tramite facebook.

 Egli si innamora di lei, anche se non si sono mai incontrati di persona. Anche se non ha mai parlato con lei, non l’ha vista nella vita reale, non conosceva il suo profumo, non aveva mai ascoltato la sua voce.
 La diva d’altra parte deve presentare se stessa nel world wide web. Questa è la base della sua esistenza. E questo consente al pittore di prendere l’uno o l’altra foto della diva – preso dalla sua collezione di foto su facebook.
Con questo primo step l’ ‘”oggetto” d’arte è nato. L’opera dell’artista può iniziare.Nel nostro caso la foto è molto piccola  in confronto alla diva come una stessa persona. Vediamo che l’artista non può dipingere la persona fisicamente,presa dalla realtà. Ha solo avuto la piccola foto. Che lascia molto spazio per l’immaginazione.
Domanda: Quali sono le tecniche che hai utilizzato?
Dietmar Schoder: Il pittore oggi dipinge con un programma per computer. Il programma analizza i pixel nella foto, una dopo l’altra. Il programma specifico collega pixel simili alle aree, che sono costituite  da molti altri pixel che non erano nella foto originale.La foto di base è costituito da 400 volte 600 pixel, ma il risultato è costituito da 4000 volte 6000 pixel. Ciò significa che solo l’uno per cento del dipinto finale proviene da quella originale, il resto è pura “fantasia” del programma per elaboratore, diretto dal programmatore, l’artista digitale (per un esempio vedi sotto).

Infine il risultato digitale è caricato dall’artista ad un servizio internet, dove possiamo stampare  le foto su tela  e fornire la verniciatura finale su tela direttamente a casa della diva a Milano.

La diva virtuale è così celebrata dall’artista virtuale.

Dietmar Schoder

We ask  to Dietmar Schoder to speak of his experience as an artist and creative and the idea of Diva in the Internet age.
The original idea in the creation of digital painting and a meeting with one of his muses.Question: Dietmar, would you like to tell us how did the concept and what are the techniques you used?

Dietmar Schoder: When we look at the usual work of a painter, we see the painter, the object, material, tools and the result: the painting.

When – in comparison to this – we look into the usual life of a diva, we see the diva, the fans, the media and the celebration of the diva.

In a very abstract sense we talk about a „system“ in both cases. Each system shows a certain kind of behavior, it consists of components, and it has an effect which cannot be found in any single part of the system.

A system of the first kind may produce art. One of the second kind may produce something beyond admiration – let us call it devotion.

Both are artificial, and both are well known.

But nowadays there is one new element: the new media. That adds a new aspect which is virtuality.

At the beginning we all thought that the internet as a global network is the entrance into an unreal world. But now we see that it is the entrance into a world without locations.

Question:How you meet Alida,one of your your muse?

Dietmar Schoder: In this specific case that means that the diva meets the painter without travelling from Milan to Vienna. And all the fans meet the diva (or see the final paintings) without leaving their home. Everybody is everywhere.

All the systems we talk about work without specific locations.

Technically the painter detects the diva via facebook. He falls in love with her, although he never met her. Although he never talked to her, never saw her in real life, never smelled her perfume, never listened to her voice. The diva on the other hand has to present herself in the world wide web. This is the basis of her existence. And this enables the painter to grab the one or the other photo of the diva – taken from her collection of photos on facebook.

By this step the “object” is born. The work of the artist may begin.

Question: Dietmar,tell us about the technics did you use for the creation of the paint?

Dietmar Schoder: In our case the photo is very small in comparison to the diva as a person itself. We see that the artist cannot paint the person looking at her physically. He has only got the small photo. That leaves much space for imagination.

The painter now writes a computer program. The program analyzes the pixels in the photo, one after the other. The specific program connects similar pixels to areas, but the areas are then filled by many other pixels which were not in the original photo. The basic photo consists of 400 times 600 pixels, but the result consists of 4000 times 6000 pixels. That means that only one percent of the final painting comes from the original, the remainder is pure “imagination” of the computer program, directed by the programmer, the digital artist (for an example see below).

Finally the digital result is uploaded by the artist at an internet service, where they print photos on canvas – and deliver the final painting on canvas directly to the diva’s house in Milan.

The virtual diva is celebrated by the virtual artist.

Dietmar Schoder