Emanuele Viscuso: the sculpture of music

Emanuele Viscuso

 

 

Immagintevi questa situazione: state sognando ed improvvisamente avete una visione che prende forma e non solo forma ma anche suono e prende vita d’innanzi a voi. Questo è quello che capita ad Emanuele, mentre sogna, lui vede e percepisce queste splendide creazioni.

Ci siamo sentiti pochi giorni fa su Skype con un collegamente Melbourne- Miami ed abbiamo fatto una chiacchierata bellissima. Lui è un vulcano di idee, una delle quali davvero fantascientifica: ha participato alla missione Esperia* STS-120/10A , il 23 October 2007 direttamente dal Kennedy Space Center della Nasa, ed ha portato l’eccellenza del cibo italiano agli astronauti  grazie alla partecipazione dell Accademia Italiana della Cucina,

Una delle sue opera piu affascinanti è Wave-bridge on the imaginary” che si può ammirare all’aereoporto di Malpensa.

 

"Wave-bridge on the imaginary" located at the Milan Malpensa international airport

 

Abbiamo parlato della vita, dell’arte e delle passioni, ma sopratutto abbiamo parlato anche dei suoi nuovi progetti.

 Alida: Grazie mille Emanuele per avermi concesso l’opportunità di intervistarti. Ho molte domande da farti e sono molto incuriosita dal fatto che mi hai raccontato poco fa. Tu sogni le tue sculture e mi hai detto che hai come queste visioni che si materializzano… Davvero raccontami…

 

Emanuele: é un processo molto particolare quello che avviene. E non saprei spiegartelo a parole so solo che avviene…

Alida: Come un’illuminazione?

Emanuele: Potrebbe essere qualcosa di simile. Io sono molto credente.

Alida: Nel senso cattolico del termine?

Emanuele: Direi che sicuramente percepisco che sia qualcosa e questo non lo nego.

Alida: Sicuramente l’esperienza che hai con l’arte è qualcosa di molto transcendentale. Com’eri tu da ragazzino, avevi già dimostrato questo interesse, o meglio, ti si era già manifestato questo dono speciale?

Emanuele: Pensa che corso della mia vita ho lavorato in banca, ma avevo internamente il desiderio di fare l’artista. Parlai con mio padre e all’epoca avevo 22 anni e gli dissi che avrei potuto fare l’artista di sera, dopo la banca. Lui mi mise difronte ad un bivio ed io seppi che avrei seguito la strada dell’arte. Ad ogni modo si respirava arte in famiglia, mio padre era uno scultore e mia mamma un pianista. Ho composto anche molta musica per pianoforte ed spesso tengo dei concerti.

Emanuele Viscuso

 

Alida: Ma come disse la zia di Jhon Lennon a un giovanissimo Jhon ” La chitarra è un bene. Ma non ti darà da vivere” All’inizio incontrasti delle difficoltà ad emergere in un mercato competitive come il mondo dell’arte?

Emanuele: In realtà non incontrai difficoltà anzi. La strada che avevo scelto era giusta, era esattamente quello che volevo fare. Era stata una specie di chiamata, non lo so.

Alida: E poi dopo il grande successo, lasci la tua amata casa di Brera per approdare a Miami. Come mai questa scelta?

Emanuele: Direi piuttosto una decisione del fato. Devi sapere che mia sorella viveva qui da parecchi tempo. Un’estate la andai a trovare e passammo difronte a questa splendida villetta con la spiaggia sotto. Mi innamorai a prima vista della casa tanto che telefonai immediatamente all’agenzia che aveva messo l’annuncio e dopo poco era mia. Miami è diventata la mia casa, anche se l’italia è sempre con me.

Alida: Recentemente le tue sculture sono state donate in premio ad attrici internazionali come Claudia Cardinale e Sophia Loren, oltre che sei da anni il patron della manifestazione del Festival del Cinema Siciliano a Miami, dimostrandoti ancora una volta eclettico per scelte artistiche. Come vivi questo periodo di grande successo?

Emanuele: Lo vivo serenamente, ma in questo momento ricevo moltissime chiamate e molte del riscontro lo devo anche ai social network.

Emanuele Viscuso e Claudia Caridnale

Alida: A proposito di social network. Come li vivi tu?

Emanuele: Ricordo che avevo una fidanzata a Parigi. E quando eravamo lontani ( il che capitava spesso per lavoro) si usava il telefono fisso. Spesso aspettavo per delle ore che il telefono squillasse, inutilmente. Quando sono arrivati i primi cellulare, ho scritto una poesia a riguardo, te la invio qui su Skype:

Il telefonino
Di Emanuele Viscuso
1991
Ei fu siccome immobile
dato che aveva il filo
che non gli permetteva
d’ andarsene un po’ in giro.
Così – penosa incognita –
la gente in casa sta

muta, aspettando all’ ultim’ora
quel suon fatale
né sa quando un simile
acustico segnale
se non si è lì a rispondere
a richiamar verrà.

Tutto provò
per non perder le chiamate
la colf, la segretaria,
le transistorizzate
risponditrici elettriche
ma tutto inutil fu.

Lui folgorante in foto
vide il mio occhio e nacque
in me la voglia assidua.
D’ averlo, sì, mi piacque :
di mille voci al sonito
mista la sua or ha.

Ei si nomò telefono
di tipo cellulare
portatile, lievissimo
grazioso, se vi pare,
due volte caricabile
ovunque ci puoi andar.

Dall’ Alpi a quel di Trapani
dal Po sino al Simeto
io con lo stesso numero
risponderò ben lieto.
Potrò da Scilla a Chiavari
dall’ uno all’ altro mar.

Fu vera boria ?
Ai posteri l’ ardua sentenza !
Io solo so che ora
non riesco a farne senza :
amor, serate, affari
tutto più ben mi va.

 

La procellosa e trepida
gioia di un gran disegno
l’ ansia di un cor che indocile
esce pensando al legno*
e giunge a esser chiamato
ov’era follia sperar.

Oh, quante volte al tacito
morir d’ un giorno inerte
uscito dallo studio
in giro a far scoperte
squillò dentro al taschino
per dirmi : “ Caro amor ! “.

E ripensai a me immobile
che rinunciavo a uscire
perché se mi chiamava
non ero lì a sentire.
Mentre or, faceto o serio,
tranquillo posso uscir.

Bello, gentil, benefico
tu, prodigioso attrezzo,
squilla ancor, presto ! Allegrati !
Che più superbo mezzo
per viver ben con gli altri
giammai non s’ inventò.

Tu delle invidie celeri
sperdi ogni ria parola :
la tecnica e il progresso
dovrebbero far scuola.
Se tanto costi e prendi
tu rendi ancor di più.

 

*Le mie sculture in legno.

 

Alida: sono davvero stupita di vedere che come artist riesci a mixare tutte queste forme d’arte! Grazie per essere stato qui con me a chiacchierare e a raccontarti. Ci vediamo presto, magari a Miami!

Emanuele Viscuso and Leo Matiz

Emanuele Viscuso and Leo Matiz

 

 

Emanuele Viscuso, fondatore e presidente del Sicilian Film Festival a Miami e del F.I.M.O. Festival Internazionale di Musica d’Organo nelle Chiese dello storico Principato di Castelbuono in Sicilia, e’ nato a Palermo nel 1952. E’ scultore di fama internazionale, musicista compositore, artista e organizzatore e promotore di eventi culturali. La sua piu’ nota scultura e’ Onda-ponte sull’immaginario, un’opera larga 15 metri posta all’Aereoporto Internazionale di Milano Malpensa. Grazie all’impatto del Sicilian Film Festival nella crescita culturale della citta’, il sindaco di Miami Beach, David Dermer, ha ufficialmente proclamato nel 2007 un Sicilian Film Festival Day. La sua attività ed i relativi riconoscimenti internazionali vanno dalla musica, al design, all’arte, alla fotografia, alla poesia, all’architettura, all’urbanistica ed alle cause sociali. Egli rappresenta istituzioni culturali pubbliche e private. Emanuele Viscuso ha preso parte alla Missione Esperia STS-120/10A, lanciata il 23 Ottobre 2007 dal Kennedy Space Centre della NASA in Florida, come delegato in Florida dell’Accademia Italiana della Cucina, Istituzione Culturale della Repubblica Italiana. Grazie alla sua proposta ed al suo supporto, a bordo dello Space Shuttle Discovery, Node 2 – l’unita’ interconnessa costruita in Italia da Thales Alenia Space e da ESA, L’astronauta italiano Paolo Nespoli ed altri astronauti portavano nel loro viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) portando con se’ pietanze italiane e siciliane da offrire agli astronauti della stazione orbitante. Tutti i giornali e le riviste di Miami, oltre alla stampa italiana ed internazionale, gli hanno dedicato intere pagine fin dal suo arrivo a Miami nel 2000. Tra gli altri, Denise Sypesteyn ha scritto su Lincoln Road Magazine: “Emanuele Viscuso e’ un uomo che ha osato sognare e la sua presenza e qualificata esperienza portano arricchimento alle nostre comunità”. Nel 2006 Viscuso ha fondato a Palermo con Giuseppe Cataldo ed altri l’Osservatorio Musicale Italiano. La citta’ di Miami Beach, dove risiede dal novembre 2000, ha riconosciuto il suo contributo culturale conferendogli le Chiavi della Citta’ il 17 ottobre 2007. Tiene delle lezioni di cinema alla Barry University di Miami

 

Imagine this situation: you are dreaming and suddenly you have a vision that takes shape not only the form but also sound and takes life from before you. This is what happens to Emanuele, while dreaming, he sees and perceives these beautiful creations.

We catch up a few days ago on Skype me in Melbourne and he in Miami and we had a lovely chat. He is a volcano of ideas, one really peculiar more science fiction: he has participated in Esperia mission * STS-120/10A, on 23 October 2007 directly from the Kennedy Space Center of NASA, and has brought the excellence of Italian food to astronauts due to participation of the Italian Academy of Cuisine.

One of his most fascinating work is “Wave-bridge on the imaginary” that can be seen at the airport of Malpensa.

 

We talked about life, art and passion, but mostly we talked about his new projects.

Alida: Thank you Emanuel for giving me the opportunity to interview you. I have many questions for you and I’m very intrigued by the fact that you told me just now. You dream your sculptures and you told me that you like these visions materialize … Really, tell me …

 

Emanuele: It is a very special process that happens. And I could not explain it in words, I just know that happens …

Alida: A brainwave or revelation?

Emanuele: It might be something like that. I am a strong believer.

Alida: In the Catholic sense of the term?

Emanuelel: I would say that it is definitely perceive something and I do not deny it.

Alida: Certainly the experience you have with the art is something very transcendental. What were you as a kid, you had already shown interest in this, or better, you had already expressed this special gift?

Emanuele: Do you think that the course of my life I worked in the bank, but internally I desire to be an artist. I spoke with my father and at the time I was 22 and I told him that I could be an artist in the evening, after the bank. He sat in front of me at a crossroads and I knew that I would follow the way of art. Either way you breathe art in the family, my father was a sculptor and my mother a pianist. I also composed a lot of music for piano and often hold concerts.

 

 

Alida: But as he told the aunt of a young Jhon Jhon Lennon “The guitar is a good thing., But will not give you a living” At first you met difficulties to emerge in a competitive market as the art world?

Emanuele: Actually I met difficulties indeed. The road I had chosen was right, it was exactly what I wanted to do. It was a kind of call, I do not know.

Alida: And then after the great success, let your beloved home of the Brera to land in Miami. Why this choice?

Emanuele: I’d rather a decision of fate. You have to know that my sister lived here for several time. One summer I went to see her and passed in front of this beautiful villa with the beach below. I fell in love at first sight of the house so much that I called immediately to the agency that had placed the ad and shortly after was mine. Miami has become my home, even if Italy is always with me.

Alida: Newly your sculptures have been donated as a prize for international actresses such as Claudia Cardinale and Sophia Loren, as well as six years as the patron of the event of the Sicilian Film Festival in Miami, showing you once again for eclectic artistic choices. How do you live this period of great success?

Emanuele: I live peacefully, but at this time I receive a lot of calls and a lot of the feedback I owe it to social networks.

Alida: Speaking of social networks. How did you live the new technology?

Emanuele: I remember I had a girlfriend in Paris. And when we were away (which happened frequently for work) they used the phone. Often waited for hours on the phone to ring, to no avail. When they arrived the first cell, I wrote a poem about it, I’ll send here on Skype.

 

(The poetry is in italian on page)