The Beach Boys “That’s why god make the radio” live@Milano 27.07.2012

 

Questa volta davvero mi sono sorpresa!

Questi old boys rockeggiano ancora e mi hanno fatto ballare per tutto il concerto…

 

Tavole da surf, signorine inghirlandate, bermuda e ciabatte: manco fossimo alle Hawaii. O meglio a Venice, Los Angeles. E invece era il milanese Ippodromo, per uno degli ultimi concerti di City Sound: di scena ovviamente i Beach Boys, i leggendari Beach Boys. O, per meglio dire, gli arzilli Beach Boys. Perché questi signori sembrano ben più anziani degli Stones o dei rimanenti Beatles. Pur essendo loro coetanei, stando all’anagrafe.

 

 

ALLEGRA COMITIVA DI PENSIONATI- Un’allegra comitiva di pensionati americani in giro per l’Europa, insomma: questa la prima impressione appena si sono palesati on stage. Immersi in una bella location, vi è da dirlo: per comodità, spazi, qualità del suono e perfino scenario, l’Ippodromo è sicuramente meglio dell’abbandonata Arena. Un palco affollatissimo, tra l’altro. Più di dodici elementi oltre ai pionieri della prima ora: Mike Love, Al Jardine. E soprattutto lui, Brian Wilson, the Mad Genius, il Syd Barrett del surf, per quasi 45 anni lontano da folle e strumenti, perché devastato da droghe e

conseguenti paturnie.

LA “SVOLTA” ALL’ORA E MEZZA – Ebbene per la prima ora e mezza, gli altri han suonato mentre Brian giaceva defilato al piano, non interagiva e, parallelamente, il concerto non prendeva quota. Quasi assomigliando alla precedente esibizione in loco dei Doors ultima versione, poco più che una coverband di se stessi. Ma, a un certo punto, i riflettori si sono spostati su di lui. E, magicamente, nonostante la sofferenza e la fatica di un uomo appesantito da troppa vita, tutto è diventato più fluido, più sincero. Lo scarto, diremmo, è avvenuto sulla splendida God Only Knows, cantata con sforzo da Wilson (ci è parso quasi, e non ci si prenda per blasfemi, l’ultimo Wojtyla), ma proprio per questo intensissima.

 

BALERA GIGANTESCA - Da lì, con il Wilson “reintegrato”, un crescendo generale, l’Ippodromo sembrava una gigantesca balera su Surfin’ Usa, Barbara Ann o Good Vibrations. Un pezzo di storia lungo due ore e mezza, tra l’altro: onore al merito pensando a viziatelli visti in passato – che potrebbero essere i pronipoti dei BB- concedersi per un’ora scarsa. Quindi soddisfatti, i surfisti e le hawaiane d’occasione lasciavano l’erba dell’Ippodromo dicendosi l’un l’altro: «Abbiamo visto Brian Wilson». Chissà se ricapiterà.

Matteo Cruccu
corriere_musica@twitter

 

Sul mio canale, che potete vedere qui a destra il concerto dei mitici!

Alla prossima ….