Luisa Elia – “Seasons”

 

Luisa Elia

 

L’arte, collettivamente pittura, scultura, architettura e musica, è la mediatrice e riconciliatrice di natura e uomo. È il potere di umanizzare la natura, di infondere i pensieri e le passioni dell’uomo in tutto ciò che è l’oggetto della sua contemplazione.

Samuel Taylor Coleridge

 

Cari amici, con questa splendida frase di Coleridge, vorrei introdurvi l’intervista di oggi alla bravissima scultrice Luisa Elia.

Elementi naturali diventano oggetti che sembrano appartenere ad un altro pianeta  e sembrano vivere di vita propria.

Sculture di terra e sale che ci riportano al nostro legame con la terra.

Prima di partire con le domande, qui trovate una biografia tratta proprio dal sito di Luisa Elia. Buona lettura!

Nata a Lecce nel 1960, vive a Milano dal 1987. Ha conseguito studi umanistici e si è laureata in Lettere Moderne e Storia dell’Arte. Dal 1973 al 1980 ha lavorato presso lo studio di uno scultore. Dal 1990 Ha frequentato Critici d’Arte, Poeti, Artisti, tra i quali: Pierre Restany, Achille Bonito Oliva, Dario Bellezza, Carmelo Bene, Luciano Fabro. Dagli anni Ottanta ha partecipato a numerose mostre nazionali e internazionali. Dal 1990 collabora con il Museo Gallery Tom di Tokyo, esponendo le sue opere personali e collettive. Nel 2007/2008, Stefano Sassi, caporedattore del programma “Non solo soldi- Arte ed Economia”, della televisione italiana (TG2), le ha dedicato tre interviste.

Edizioni 2011/2014: intervista con Luisa Elia, a cura di Jacqueline Cerasoli, “IodesignOnlus”; Arte a cura di Nicoletta Pallini, “Vivere Club 3”; “Parole e immagini” a cura di Claudio Cerritelli, “Nuova Meta”; “Pulvis es/Cramum”, Skira.

 

 

Elia Seasons , installazione Galleria Raffaella De Chirico,  Ph Annalisa Guidetti,Giovanni Ricci ©

 

 Luisa, intanto grazie di cuore per essere qui con me. Raccontami un po’ di questa nuova avventura che si chiama “Seasons” a Torino dal 25 Settembre al 25 ottobre alla galleria Raffaella De Chirico di Torino.

 

Grazie a te Alida!

In questa mostra presento sculture di vari periodi, in una dimensione atemporale. Ho immaginato lo spazio della galleria come un rettangolo di luce e ombre, con due campi laterali idealmente opposti: da un lato, opere bianche proposte come momenti di luce, saggezza o tabula rasa; dall’altro, Gomme nere e costruzioni con terra che vivono d’ombra e appartengono alla parte più noir del mio inconscio. Le opere non seguono la logica inesorabile delle stagioni che accompagnano la nostra esistenza. Non è un racconto ma un percorso, in cui suggerisco l’idea di un piccolo universo che può diventare macro agli occhi di chi guarda. Nell’installazione, come in un dipinto, c’è un punto focale di equilibrio, che unisce i due estremi. E’ una ricerca sul vuoto.

 

 Come è nata la tua passione, che è diventata poi il tuo lavoro?

 

E’ nata quando ho capito che una passione non va contrastata. A tredici anni, ho incominciato a frequentare il laboratorio di uno scultore della mia città d’origine, a modellare la creta e a relazionarmi a tutti i materiali che trovavo nel suo atelier. In cambio, gli portavo i sacchi di gesso in bicicletta, lo aiutavo nella stesura dei fondi per le statue e nella realizzazione della forme. Non ho seguito un iter accademico e sono laureata in Lettere e Storia dell’Arte. I miei interessi culturali e gli incontri con poeti, artisti e critici, hanno permesso lo sviluppo della mia ricerca, che ritengo sempre in fieri.
Che musica ascolti quando crei?

 

Amo la musica, in particolare la lirica. Nella fase in cui costruisco, assemblo, modello, svuoto, devo essere in perfetto equilibrio con me stessa e ho bisogno del silenzio dello studio, scandito dalla casualità dei suoni del vicinato.
Luisa Elia, Vuoto celeste,  2009- Ceramica- diametro 10 cm- Ph Annalisa Guidetti, Giovanni Ricci ©

 Nelle tue opere ci sono materiali come sale, terra e sabbia che si trasformano nelle tue sapienti mani in forme provenienti oserei dire da un altro pianeta… Raccontami come nascono le tue creature…

 

Per analogia poetica: sono idee che nascono, si relazionano e interagiscono già con la loro materia. Opere astratte e organiche, come i cicli di terra, sale, sabbia, gomma, juta, solitarie o aggregate. Potrebbero essere originarie di un altro pianeta o superstiti del nostro.
 In che modo sei legata alla tua terra di origine, in particolar modo a Lecce?

 

Sono legata ai ricordi indelebili della mia parte di vita vissuta felicemente, in compagnia dei miei genitori. Ho creato un atelier a Lecce, in loro memoria.
Luisa Elia 2013- Cum grano salis-Tecn. mista con sale - 18x14x12 cm -Ph Annalisa Gui detti, Giiovanni Ricci ©

 

Un viaggio che hai fatto e che ti è rimasto nel cuore ed uno che vorresti fare?

Credo di essere proustiana o alla Dickinson…viaggio soprattutto nel mio studio.

Negli spostamenti, prediligo i luoghi dove sono a contatto con l’acqua, ma amo anche il “bagno di folla” delle metropoli.
 Cosa non deve mai mancare nella tua valigia?

Uso sempre una piccola valigia, mi piace l’idea di cambiare luogo senza fare fatica e porto l’indispensabile.
 Un libro che hai letto e che consigli ai nostri lettori

Leggo soprattutto poesia, dalle origini al contemporaneo…consiglio la poesia.

Luisa ELIA 2012  Domino, Gomme assemblate-100x60x 30 cm- Ph  Annalisa Guidetti, Giovanni Ricci ©

Un tuo pregio e un tuo difetto

Sono volitiva e non abbandono mai un’idea e, anche nella ricerca, un errore può migliorarmi. Tendo all’autarchia ma ho imparato, grazie all’arte, a comunicare meglio, anche il mio bisogno degli altri.

 

 Che rapporto hai con la moda?

Mi piacerebbe indossare pochi abiti, uno per ogni stagione. Li vorrei adatti al mio temperamento, simili a quelli dei ritratti di Tiziano, Raffaello o Dürer.

LUISA ELIA Orme 2010-14 -Gomme assemblate 260x33 x10 cm Ph Annalisa Guidetti, Giovanni Ricci ©

Un progetto futuro?

Nei mesi successivi alla mostra, da una progettualità condivisa con Raffaella De Chirico, ci sarà una pubblicazione antologica del mio lavoro curata da Federico Sardella, con le immagini fotografiche di Annalisa Guidetti e Giovanni Ricci.
Luisa Elia. Seasons

Galleria Raffaella De Chirico, Via Giolitti 52/ Via della Rocca 19, Torino.

Dal 25 settembre al 25 ottobre 2014

Finissage: sabato 25 ottobre

 

Orario: martedì e mercoledì dalle 14:00 alle 19:00; giovedì, venerdì e sabato dalle 11:00 alle 19:00; domenica dalle 10:00 alle 13:00. Info: 011.835357 – info@dechiricogalleriadarte.it – www.dechiricogalleriadarte.com

 

Alida Altemburg

Luisa ELIA 2012-In fieri - Tecn. mista con terra 18x13x12 cm Ph Annalisa Guidetti, Giovanni Ricci ©

 

Marc Chagall: la retrospettiva che incanta Milano

 

Marc Chagall

 

Era il 1994 ed ero una bambina. Mio padre mi portò a vedere la mostra che si teneva a Palazzo Ducale dedicata a Marc Chagall. Certo a quell’età non potevo sapere moltissimo di questo straordiario pittore, ma rimasi folgorata. I colori sembravano uscire dalla tela e trasportarmi in un mondo magico e anche sofferente. A quell’epoca il mio maestro di pianoforte mi raccontava di Igor Stravinskij e venni a conoscenza durante la visita al museo che Chagall aveva ideato i costumi per uno dei balletti piu belli e particolari ” L’uccello di fuoco”. Rimasi incantata difronte agli schizzi preparatori e mi sembrava di vedere i ballerini prendere vita dalla carta e ballare tutti attorno a me.

2014, Marc Chagall torna a Milano, quale occasione migliore per andare a trovare un vecchio amico?

“Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985″ propone oltre 200 opere concesse da collezionisti privati e da musei internazionali. Fino al 1 febbraio 2015, al Palazzo Reale di Milano.

Mi trovo all’ingresso con l’amica Manuela, anche lei interessata a scoprire il mondo del pittore di Vitebks. Ecco il primo ostacolo: una fila di un’ora, il museo letteralmente assediato dai fans! Chagall è una “rockstar” conosciuto in tutto il mondo, certo non come quando aveva iniziato, poco piu che ventenne decidendo di lasciare il paesino per recarsi a Parigi e incontrando i piu grandi genii del secolo scorso da Picasso a Mondrian e Modigliani.

Chagall sfugge alle categorie e alle convenzioni che spesso si utilizzano per facilitare la comprensione di questo o quel movimento artistico: gli anni della Ecole de Paris furono i più intensi per Marc, ma rappresentarono soprattutto l’occasione per sperimentare e raggiungere una profondità cromatica e una sensibilità visionaria che lo avrebbero accompagnato per tutta la vita.
La mostra si apre con alcuni dei quadri piu poetici e tristi che si possano immaginare, come l’ebreo errante.
Ma un dipinto in particolare raccoglie il mio sentire, un’autoritratto difronte a casa, in cui il pittore sembra guardarti dritto nell’anima.

marc_chagall_autoritratto_davanti_casa_1914

“Ciò che ci è sembrato importante mostrare in questa esposizione è la modernità di questo grande artista. Nei diversi viaggi intrapresi (Russia, Usa e Francia) Chagall ha infatti avuto la grande capacità di mescolare diverse culture e diverse religioni”, ha dichiarato Claudia Zevi, curatrice della mostra di Palazzo Reale e anche di quella presente al Museo Diocesano. Oltre 60 opere e 22 inedite gouaches preparatorie sono infatti presenti all’interno della mostra presente nel museo in Corso di Porta Ticinese intitolata “Chagall e la Bibbia”, esposizione che approfondisce il tema del messaggio biblico dell’artista. ( All’ingresso non dimenticate le cuffie Claudia Zevi vi aiuterà ad immergervi meglio nell’esperienza con descrizioni dettagliate delle opere e dell’allestimento!)

Anche nelle parole di Meret Meyer, co-curatrice della mostra e nipote di Chagall, viene evidenziata l’importanza di questa mostra, oltre che il realismo della sua attività artistica: “Questa esposizione si differenzia rispetto a tutte le altre perchè ci permette di collegare la storia e la realtà di Chagall senza diminuire la parte di poesia e di sogno delle sue opere. Soprattutto questa mostra consente di capire che il vero punto di partenza di mio nonno era sempre la realtà.”

 

Impossibile, dunque, non fare un salto – per quanto lungo possa essere – alla più grande retrospettiva organizzata in Italia negli ultimi cinquant’anni sul maestro russo: al Palazzo Reale di Milano la mostra “Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985” propone oltre 200 opere gentilmente concesse da collezionisti privati e da musei internazionali come il MoMa e il Met di New York, il Centre Pompidou di Parigi e il Museo Nazionale Russo di San Pietroburgo.

marc-chagall-gli-amanti-in-blu-1914

Capolavori assoluti in un’esposizione che parte dalla prima formazione parigina – la forte impronta fauves gli schiuse un mondo di colori nuovi ed audaci – e giunge ad una consapevolezza cromatica e poetica unica e personalissima, dove il sogno si addolcisce nell’ingenuità infantile e fiabesca, tanto cara alla tradizione russa di cui era imbevuto.

“Con opere provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, tra le quali molti capolavori, questa mostra intende ripercorre una mappa non solo geografica, ma soprattutto artistica e spirituale complessa e caleidoscopica, che sta a fondamento dell’originale ‘profilo apolide’ dell’artista”, ha dichiarato l’assessore comunale alla Cultura Filippo Del Corno.“

 

Quella di Chagall è una grandezza che lo rese capace di fare propri i tanti spunti che gli venivano da cubismo, simbolismo e fauvismo, sintetizzati senza alcuna pretesa d’emulazione, secondo la propria personalissima creatività un po’ fantastica, un po’ onirica, un po’ incantata: la ritroviamo ne “La fidanzata dal viso blu”, “Gli amanti in blu” ( che amavo guardare nel mio libro d’arte da bambina) e nel celebre capolavoro “L’anniversario” . Quest’ultima opera del 1915 è la testimonianza più gioiosa della vita coniugale di Marc Chagall che, in quell’anno, aveva sposato Bella Rosenfeld, donna che gli avrebbe fatto da modella e musa ispiratrice. I toni caldi della stanza rimarcano la felicità dello sposo, fluttuante a mezz’aria, dove, ancora una volta, l’arte diviene lo strumento prediletto per rievocare il ricordo e la brezza di un amore che sarebbe durato trent’anni.
Ma Chagall non è stato solo il pittore degli amanti sulla panchina e della Volpe e l’uva, egli ha dipinto la sofferenza delle due guerra mondiali che hanno segnato la vita e il destino del popolo ebreo durante l’ascesa del nazismo in Europa.

Ho trovato così un amico non solo un grande pittore e anche se papà non è piu con me, attraverso questa bellissima mostra, l’ho sentito vicino. Molte famiglie hanno visitato la mostra e consiglio a tutti voi, specialmente se avete dei bimbi, di portarli a conoscere il mondo onirico del dolce e sensibile Chagall, lui che amava la vita piu di ogni altra cosa, vi saprà regalare una forte e bellissima emozione.

 

La-promenade

It was 1994 and I was a little girl. My father took me to see the exhibition that was held in the Palazzo Ducale dedicated to Marc Chagall. Of course at that age I didn’t know a lot about this great painter, but I was thunderstruck. The colors seemed to come from the canvas and transport me to a magical world and also suffering came to me.

At that time my piano teacher told me about Igor Stravinsky’s music and I learned  during the visit to the museum, that Chagall had designed the costumes for one of the most beautiful ballets and special “The Firebird.” I sat spellbound in front of the preparatory sketches and I seemed to see the dancers come to life on paper and dancing all around me.

2014 Marc Chagall returned to Milan, what better time to visit an old friend?

“Marc Chagall. A Retrospective 1908-1985″ features more than 200 works awarded by private collectors and museums around the world. Until 1 February 2015, the Royal Palace of Milan.

I stand at the entrance with girlfriend Manuela, who was also interested to discover the world of the painter Vitebks. That’s the first hurdle: a row of an hour, the museum literally besieged by fans! Chagall is a “rockstar” is known throughout the world, certainly not as he had begun, little more than twenty years old and decided to leave the village to go to Paris and met with the biggest geniuses of the last century, Picasso, Mondrian and Modigliani.

Chagall escapes the categories and conventions that are often used to facilitate the understanding of this or that artistic movement: the years of the Ecole de Paris were the most intense for Marc, but primarily represented an opportunity to experiment and achieve a depth of color and a sensitivity visionary who accompanied him throughout his life.
The show opens with some of the most poetic and sad pictures that can be imagined, such as wandering jew.
But a painting in particular collects my feelings, self-portrait in front of the house, in which the painter seems to look straight into the soul.

“What we felt it was important to show in this exhibition is the modernity of this great artist.’s Various journeys undertaken (Russia, USA and France) Chagall has in fact had the great ability to mix different cultures and different religions,” said Claudia Zevi , curator of the exhibition at Palazzo Reale and also that present at the Diocesan Museum. More than 60 works and 22 unpublished preparatory gouaches are present in the exhibition in this museum in Corso di Porta Ticinese titled “Chagall and the Bible” exhibition that explores the theme of the biblical message of the artist.

Even in the words of Meret Meyer, co-curator of the exhibition and grandson of Chagall, highlights the importance of this exhibition, as well as the realism of his artistic activity: “This show is different than all the others because it allows us to connect the history and reality of Chagall without diminishing the role of poetry and dream of his works. Especially this exhibition allows us to understand that the real starting point of my grandfather was always the reality. ”

Impossible, therefore, does not take a leap – no matter how long it can be – the largest retrospective organized in Italy in the last fifty years on the Russian master at the Palazzo Reale in Milan, the exhibition “Marc Chagall. A Retrospective 1908-1985 “features more than 200 works courtesy of private collectors and museums around the world such as the MoMa and the Met in New York, the Centre Pompidou in Paris and the State Russian Museum in St. Petersburg.

Masterpieces in an exhibition that starts from the first training in Paris – the strong imprint of the Fauves hatched a world of new colors and bold – and comes to an awareness of color and unique poetic and personal, where the dream is softened childish naivety and fabulous , so dear to the Russian tradition of which he was soaked.

“With works from prestigious public and private collections, including many masterpieces, this exhibition aims traces a map not only geographical, but mostly artistic and spiritual complex and kaleidoscopic, which is the foundation of the original ‘profile stateless’ artist , “said the city councilor for Culture Filippo Del Corno.”

 

That Chagall is a quantity that enabled him to take up the many ideas that came from Cubism, Symbolism and Fauvism, synthesized without any pretense of emulation, according to their own personal creativity a bit ‘fantastic, a little’ dream, a some ‘enchanted we find in “The girlfriend’s face blue,” “lovers in blue” (which I loved watching my art book as a child) and the famous masterpiece “the Anniversary.” This last work of 1915 is testimony to the joy of married life of Marc Chagall, in that year, he married Bella Rosenfeld, the woman who would be his model and muse. The warm tones of the room stressing the happiness of the groom, floating in midair, where, once again, the art becomes the favorite instrument to evoke the memory and the breeze of a love that would last thirty years.
But Chagall was not only a painter of lovers on the bench and the fox and the grapes, he has painted the suffering of the two world wars that marked the life and destiny of the people jew during the rise of Nazism in Europe.

I have found such a friend is not only a great painter, and even if Dad is no longer with me, through this beautiful show, I felt close. Many families have visited the exhibition and would recommend to all of you, especially if you have children, get them to know the dream world of sweet and sensitive Chagall, he loved life more than anything else, you will be able to give a strong and beautiful emotion .

Manuela Borlotti: Audrey Hepburn è la mia musa

Manuela Borlotti

 

Cari amici, eccomi qui per una nuova intervista e ancora all’insegna della bellezza ( dopo l’intervista della scorsa settimana a Simonetta Lein, di cui trovate l’articolo precedente) Manuela Borlotti, attrice e modella, con cui ho avuto il piacere di lavorare.

Dunque tenetevi forte e partiamo subito con una breve biografia di Manuela e poi, via con le domande!

Manuela muove i suoi primi passi come modella prestando il suo volto per una delle piu belle campagne di Blumarine e Freddy accanto a Joaquin Cortes. La sua formazione teatrale è di grande prestigio: studia al “Conservatorio Teatrale La scaletta di Roma” con seminari con Beatrice Bracco, Michael Margotta, Mario Maldesi e canto con Annalisa Biancofiore. Prende poi parte del Centro Intensivo Allenamento Permanente Attori C.I.A.P.A con Gisella Burinato Corso base di danza jazz con Snel Leontine.

Nella sua carriera teatrale ci sono spettacoli come “La Morsa” di Pirandello ( Regia di Diotaiuti) e Camere da letto di Aycbourn ( Regia di Papalotti). Al cinema ha recitato nel ruolo della coo- protagonista insieme a Kasia Smutniak nel film Tredici a Tavola di E. Oldoini. Oggi la vediamo alle prese con la serie in onda su Mtv “Mario 2″ e in diverse editorial e cataloghi internazionali.

 

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Grazie mille di essere qui con me in questo spazio. Intanto complimenti per la tua carriera, ma com’è nata la passione per la recitazione?

GRAZIE A TE ALIDA,E’ UN VERO PIACERE ESSERE INTERVISTATA DA TE E AVERE UNO SPAZIO NEL TUO BLOG.

QUANDO ERO PICCOLA ERO MOLTO TIMIDA ALLORA I MIEI GENITORI MI CONSIGLIARONO DI FREQUENTARE UN CORSO DI RECITAZIONE E DA QUEL CORSO CAPII CHE VOLEVO SEGUIRE QUELLA STRADA E MI TRASFERII DA MILANO A ROMA.

Che rapporto hai con i Social Media? Ti piace stare on line?


SE USATI CON LA TESTA E BUON GUSTO MI PIACCIONO MOLTO I SOCIAL MEDIA E CONDIVIDERE LE MIE ESPERIENZE SIA LAVORATIVE CHE CULTURALI.

UNO SCAMBIO RECIPROCO PER UN ARRICCHIMENTO RECIPROCO,QUESTO LO APPREZZO MOLTO.

 Un aneddoto della tua carriera che vuoi raccontare ai nostri lettori ( che sono sempre curiosissimi!)
VEDIAMO UN ANEDDOTTO…SI CE L’HO…

SONO STATA CO-PROTAGONISTA DI 13 A TAVOLA UN FILM DI ENRICO OLDOINI,TUTTO AMBIENTATO A  CASTIGLIONCELLO.

RICORDO CHE PRIMA DI GIRARE UNA SCENA ENRICO MI PORTO’ A FARE UNA PASSEGGIATA NEL PARCO VICINO DOVE STAVAMO GIRANDO PER SPIEGARMI COME VEDEVA DAL SUO PUNTO DI VISTA LA SCENA DOPO.

LO FECE CON UNA TALE GRAZIA ,PROFESSIONALITA’ E GENTILEZZA CHE LO PORTO NEL CUORE,VERAMENTE UN GRANDE REGISTA.

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 Un luogo a cui sei particolarmente legata e che ami particolarmente

I POSTI CHE HO AVUTO LA FORTUNA DI VISITARE LI PORTO UN PO’ TUTTI NEL CUORE,MA IN PARTICOLARE IL SUDAFRICA ,CAPETOWN.

APPENA ATTERRATA HO SENTITO SUBITO CHE ME NE SAREI INNAMORATA , HO ASCOLTATO LA MIA INTUIZIONE E SONO RIMASTA A VIVERCI PER UN PO’ DI TEMPO..NON SBAGLIANDO. LA GENTE CORDIALE, SEMPLICE E GENTILE.

TRAMONTI INDIMENTICABILI E TABLE MOUNTAIN CHE HO SCALATO DIVERSE VOLTE.

VERSO SERA LA CIMA DELLA MONTAGNA SI AVVOLGE DI NUBI CHE VIENE CHIAMATA TABLECLOTH.

DALL’ALTRA PARTE IL MARE INVECE,DOVE LA MATTINA POTEVI VEDERE DELFINI E BALENE.

HO VISSUTO CAPETOWN IN UN MOMENTO MOLTO IMPORTANTE DELLA MIA VITA,IL MOMENTO DEI CAMBIAMENTI E DELLE SCELTE E MI HA AIUTATO TANTO,SPERO DI TORNARCI MOLTO PRESTO.

Manuela Borlotti


Oltre che una bravissima attrice sei anche una affermata modella. Cosa ti piace del mondo della moda e quali sono i tuoi stilisti preferiti?

GRAZIE ALIDA,SEI TROPPO BUONA… NON SO’ SE SONO UNA BRAVISSIMA ATTRICE,CERCO DI TRASMETTERE LE MIE EMOZIONI E QUELLE DEL PERSONAGGIO IL MEGLIO POSSIBILE…

DELLA MODA MI PIACE IL FATTO CHE SIA UN GIOCO…E CHE POSSIAMO DECIDERE NOI COME VOGLIAMO PROPORCI OGNI GIORNO,IN BASE AL NOSTRO CARATTERE E UMORE.

MI PIACE CHE SIA IN CONTINUA EVOLUZIONE….NON HO UNO STILISTA PREFERITO,AMO GIOCARE MISCHIANDO PEZZI DI STILISTI FAMOSI CON MAGARI PEZZI ACQUISTATI A MERCATINI VINTAGE.

Che musica ti piace ascoltare quando sei in viaggio?

QUANDO SONO IN VIAGGIO COSA ASCOLTO?

DIPENDE MOLTO DAL MIO STATO D’ANIMO,A VOLTE MUSICA ITALIANA COME JOVANOTTI O VASCO ROSSI ,ALTRE VOLTE RYUICHI SAKAMOTO O AMY WINEHOUSE,SPAZIO MOLTO DA UN ESTREMO ALL’ALTRO.

Manuela Borlotti

Cosa non manca mai nella tua valigia…

NELLA MIA VALIGIA NON MANCANO MAI IL BURROCACAO E IL COPRIOCCHIAIE (SONO UNA PICCOLA PANDA!)E UN BUON LIBRO ATTUALMENTE STO’ LEGGENDO “MOLTO VITE E UN SOLO AMORE” DI BRIAN WEISS.


 Recentemente ti abbiamo ammirata nella serie “Mario 2” insieme al simpaticissimo Maccio Capatonda. Come sta andando questa nuova esperienza sul set?

LE RIPRESE DI MARIO2 SONO TERMINATE,MI SONO DIVERTITA VERAMENTE TANTO.

HO AVUTO LA FORTUNA DI LAVORARE CON GRANDI PROFESSIONISTI,SICURAMENTE MARCELLO CHE E’ UN GRANDE ATTORE MA ANCHE TUTTI GLI ALTRI CHE MAGARI NON VEDIAMO SPESSO IN VIDEO MA CHE SONO VERI TALENTI.

TROUPE MERAVIGLIOSA E DISPONIBILE,TRUCCATRICI,SCENOGRAFI,ASSISTENTI DI PRODUZIONE,PUBBLICO,SARTE,NON ELENCO TUTTI CHE SONO TANTISSIMI !!!!

 

Manuela BorlottiDove ti vedremo prossimamente e che cosa bolle in pentola?

AL MOMENTO MI SONO PRESA UN MOMENTO DI PAUSA CHE FA SEMPRE BENE,MA MOLTO PRESTO RITORNERO’ IN AZIONE!!!

LA MIA CITAZIONE PREFERITA E ‘ UNA DI AUDREY HEPBURN MIA ICONA

“CREDO NEL ROSA.CREDO CHE RIDERE SIA IL MODO MIGLIORE PER PERDERE CALORIE.CREDO NEL BACIARE,BACIARE MOLTO.

CREDO NELL’ESSERE FORTI QUANDO TUTTO SEMBRA ANDARE PER IL VERSO SBAGLIATO.CREDO CHE LE RAGAZZE ALLEGRE SIANO LE PIU’ CARINE.

CREDO CHE DOMANI E’ UN ALTRO E CREDO NEI MIRACOLI”.

Dedica Manuela Borlotti

Grazie ancora alla splendida Manuela per la dedica e mi raccomando continuate a seguire questa meravigliosa e talentuosa attrice, ci vediamo sul web amici! Vi abbraccio in musica!

 

Alida Altemburg