Andrea De Spirt e il recruiting geolocalizzato con “jobyourlife”

 

Andrea De Spirt

 

 

 

Amici e amiche, eccomi qui con un ospite davvero speciale, Andrea De Spirt, fondatore di “jobyourlife” primo portale tutto italiano per il recruiting on line. Se state cercando un lavoro, non disperate, qui troverete alcune info che vi saranno utilissime! Ma procediamo per gradi, con una breve biografia del nostro Andrea. Siete pronti? Si parte!!!!!!

Veneziano, classe ’89, a 19 anni si trasferisce a New York ed entra in contatto con il panorama Startup della Grande Mela, capendone potenzialità e problematiche. A 20 anni torna in Italia trasferendosi a Milano e, seguendo una delle sue passioni liceali, si iscrive alla facoltà di Filosofia alla Statale di Milano. Mentre studia, leggendo un articolo di giornale sulla disoccupazione giovanile, gli viene in mente un’idea per aiutare le persone a trovare il loro lavoro ideale e, a 23 anni, fonda Jobyourlife.com, startup innovativa che rivoluziona il modo di cercare il lavoro online.
Jobyourlife.com geolocalizza i curricula permettendo alle aziende di entrare in contatto con i profili professionali migliori fra gli utenti iscritti grazie ad una nuova tipologia di annunci mirati e a un algoritmo di ricerca semantico. Attualmente la piattaforma conta più di 200mila iscritti in crescita costante e più di 60 aziende che la utilizzano.
A maggio 2014 partecipa al progetto “Tutte le strade portano a noi”, un viaggio a piedi da nord a sud Italia lungo la via Francigena, per esplorare il mondo del lavoro attraverso gli occhi di chi ne vive disagi e speranze. Il viaggio diventerà poi un film documentario di Monica Stambrini e una video inchiesta sul mondo del lavoro. Il progetto viene apprezzato e recensito anche da imprendi del calibro di Alessandro Benetton.
A settembre è uscito il  suo primo libro “Ultima chiamata. Giovani, lavoro e innovazione nell’Italia del futuro”, edito da Giubilei Regnani.

forbes jobyourlife ok

Ciao Andrea e grazie mille di avermi concesso la possibilità di intervistarti.Com’è nata l’idea di Job Your life? ( per leggere l’intervista di Andrea su Forbes, cliccate sulla foto sopra!)

Innanzitutto grazie a te Alida! Mi sono sempre chiesto: “Perché non creare uno strumento che permetta da un lato alle aziende di trovare i candidati con competenze specifiche nel minor tempo possibile, ottimizzando i costi, e dall’altro che consenta agli utenti di essere raggiunti da annunci mirati in modo diretto?” è questa la domanda che mi ha spinto a dare avvio al progetto nel mese di febbraio 2012.

In quel periodo volevo dare vita a un’altra startup, ma non riuscivo a trovare un modo efficace per cercare delle persone con competenze specifiche vicino alla zona dove abitavo. Da qui ho sentito la forte esigenza di realizzare uno strumento in grado di offrire questo servizio, per creare dei vantaggi concreti sia per gli utenti, sia per le aziende.

Il nome deriva proprio dal fatto che vogliamo trasmettere un’idea positiva di collegamento tra vita privata e lavoro, con una forte attenzione al work life balance. Infatti, introducendo anche il sistema di geolocalizzazione dei cv, facciamo scegliere direttamente alle persone il luogo in cui vorrebbero lavorare – che ovviamente spesso è vicino casa e questo ha come conseguenza una maggiore presenza di tempo libero.

 Racconta ai nostri lettori come si fa ad iscriversi al portale, sembra davvero molto semplice!

Iscriversi, come dici giustamente tu, è molto semplice: lo si può fare tramite social network come Linkedin (il curriculum viene automaticamente importato), Facebook, Twitter o usando la propria email personale. Una volta all’interno crearsi un profilo professionale richiede veramente cinque minuti di pazienza grazie a degli step guidati e, una volta iscritti, gli utenti non dovranno sfogliare pagine di offerte di lavoro, ma saranno raggiunti direttamente da annunci professionali allineati con il loro profilo. Jobyourlife, inoltre, è il primo strumento web che utilizza la geolocalizzazione dei curriculum professionali, insieme agli annunci geo-mirati (annunci visibili solo ai profili professionali corrispondenti alla ricerca effettuata dalle aziende), per aiutare gli utenti iscritti a trovare il loro lavoro ideale, dove vogliono, e per fare in modo che le aziende trovino il candidato più adatto alle loro esigenze, riducendo distanze e costi.

Esistono già delle piattoforme che consentono di entrare a contatto con il mondo del lavoro, una di queste è la famosissima LinkdIn, in che cosa Job Your life si differenzia?

Dobbiamo ricordarci che Linkedin nasce come Professional Network, e questo rimane il suo focus: mettere in contatto professionisti con altri professionisti. Solo successivamente ha inserito la parte relativa al recruiting composta da annunci molto classici. Le differenze fra Jobyourlife e Linkedin sono molteplici, ma elencherò le principali.

1) Potere al candidato: Su Jobyourlife non si troverà una bacheca piena di annunci, ma saranno direttamente le aziende a mandare un annuncio al candidato solo dopo aver visionato il suo cv, quindi un annuncio esattamente in linea con le proprie competenze. Ricevuta l’email con l’annuncio da parte della aziende, il candidato può decidere se rifiutarlo o se accettarlo. E se lo accetta va direttamente al colloquio con l’azienda.

2) Geo-localizzazione: Grazie alla localizzazione geografica del proprio profilo professionale gli utenti possono decidere dove ricevere le proposte da parte delle aziende, quindi dove vogliono lavorare loro.

3) Prezzo: Questo è più rivolto alle aziende: Jobyourlife è molto più competitivo di Linkedin.

Andrea De Spirt

 

 

 Recentemente ti abbiamo visto spite alla transmissione di Floris “ Di Martedi” dove hai raccontato anche della tua esperienza a New York. Che suggerimento daresti ad un giovane che vuole fare un periodo all’estero per lavoro? ( cliccate sulla foto sopra e potrete vedere l’intervento di Andrea alla trasmissione)

Di viverlo senza fermarsi un secondo. Chi ha la fortuna di poterlo fare deve sapere sfruttare questa opportunità al 100%, senza fermarsi un secondo. Il bagaglio e il vantaggio competitivo che ci si porta dietro una volta rientrati in italia è enorme e, più si è saputo assorbire in quel periodo, più il vantaggio sarà evidente.

Che cosa non deve mai mancare nella valigia di Andrea?

Un carica batterie.

Che musica ti piace ascoltare in viaggio?

Se sono nervoso: Mozart o Beethoven.

Se sono rilassato: Jazz. Principalmente Cole Porter.

Se non sono né l’uno né l’altro: un po’ di tutto.

Un luogo a cui sei particolarmente legato e in cui ti piace andare per staccare calla vita frenetica

D’estate, da quando sono piccolo, vado a Panarea, nelle Eolie. E’ un isola al quale sono particolarmente legato che mi trasmette molta tranquillità.

Quali sono i progetti futuri e dove potremo seguire il tuo lavoro prossimamente?

A Dicembre uscirà il mio primo saggio scritto a due mani insieme al giornalista Andrea Latino. Verrà pubblicato da Giubilei & Regnani Editore e qui si può trovare la sinossi: http://www.ultimachiamata.it/

Nel 2015 invece aprirà Gallery Ventures (www.galleryventures.com), uno spazio di coworking in centro a Milano, fatto con altri due imprenditori, che raccoglierà l’eccellenza delle startup italiane creando un vero e proprio ecosistema dell’innovazione tra Italia e Silicon Valley.

 

Grazie di cuore al bravissimo Andrea e ancora complimenti per la sua carriera e a tutti i lettori, un invito ad iscriversi a www.jobsyourlife.com per restare aggiornati su tutte le novità del mondo del lavoro e iniziare alla grande su: www.jobyourlife.com

 

Un abbraccio!

 

Alida Altemburg

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Halloween 2014: Lestat’s Sonata

Lestat

 

Interview with the Vampire is a debut gothic horror and vampire novel by American author Anne Rice , published in 1976. Based on a short story Rice wrote around 1968, the novel centers on vampire Louis de Point du Lac, who tells the story of his life to a reporter. Rice composed the novel shortly after the death of her young daughter Michelle, who served as an inspiration for the child-vampire character Claudia. Though initially the subject of mixed critical reception, the book was followed by a large number of widely popular sequels, collectively known as The Vampire Chronicles. A film adaptation was released in 1994, starring Brad Pitt  and Rom Cruise, and the novel has been adapted as a comic three times.

Haydn’s Piano Sonata Number 59 (Hob. XVI:49, in E-flat major) is a wonderful piece composed in 1789. At least two piano-transcriptions of the second movement (Adagio e Cantabile) have been written. Juan Sebastian Gutierrez’s version, written in 1921, is suited for intermediate piano-students. George Fenton’s version, called Lestat’s Sonata is featured in the 1994 American horror-movie Interview with the Vampire: The Vampire Chronicles, which is based on the 1976 novel Interview with the Vampire by Anne Rice. In that movie, Lestat is a vampire played by Tom Cruise. 

 

Interview with the vampire

 

Before Stephenie Meyer watered down vampires with sparkles and high school drama, Anne Rice reigned supreme in the world of the undead.

With “Prince Lestat,” out Tuesday, she retakes her throne as queen of the damned.

Rice’s latest novel is the 13th book in her Vampire Chronicles series, which starts with “Interview with the Vampire.” The Vampire Chronicles are stylized as memoirs of blood-sucking individuals, with the first five books centered mostly around Lestat (Tom Cruise’s character, if you’ve seen the movie). Later books are penned from the perspective of other vampires, whose paths usually cross with Lestat’s.

Lestat De Lion Court

“Prince Lestat” is most closely tied to the third book, “The Queen of the Damned.” However, the rebellious Lestat of “Damned,” who defied his elders by attracting worldwide attention as an ’80s rock star, has become unsettled and unsure of his place in the world by 2013.

Adding to his disquiet is a voice that speaks to him and other vampires, goading younger vampires to turn on each other and older vampires to destroy the younger ones. Because of his former fame, Lestat finds himself pressured to lead and must decide whether to accept this responsibility.

“Prince Lestat” takes a while to get going, with Rice using much of the novel’s first half to refresh the reader’s memory. While these mandatory recaps usually make for quick page turns, in this case they’re crucial, given the amount of time that’s passed (38 years since the first book, 11 years since the most recent).

Lestat De Lion Court

Yet Rice avoids pagelong summaries, trusting her readers’ memories—or her memorable writing—to do the rest. Having read most of the series between 2007 and 2009, I found she re-shared just enough to prod my memory in the right direction. Soon the details, still vivid thanks to her visceral and gritty imagery, came flooding back. It’s not unlike how Rice describes the act of drinking blood, starting with a small bite and turning into a deluge of gore and memories from the dying victim.

But in no way is the series the dying victim in this analogy. While “Prince Lestat” nicely gathers together the various plotlines and protagonists of the previous 12 books, it also infuses new life into the Vampire Chronicles and sets the stage for a new era. (The next book in the series tentatively is titled “Blood Paradise.”)

In the post-”Twilight” world, Rice re-establishes her dominion over literary vampiredom, turning the focus from light romanticization and back to the dark, sometimes downright ugly side of the undead. During an angry rant, one character refers to “this stupid, ridiculous cheap high school vampire babble.” Ironically, he’s referring to the Vampire Chronicles, but Rice very easily could have been pointing to another, more recently popular series.

Take that, Edward Cullen.

Brad Pitt "Intervista col vampiro"

louis du point du lac
Franz Joseph Haydn (1732 – 1809) was a prolific and extraordinarily influential Austrian composer. He virtually invented the symphony and the string quartet; and he was instrumental in the development of the piano trio and in the evolution of sonata form. He wrote masterpieces in almost all genres.Haydn’s music is remarkable for its melodic and harmonic invention, distinctive and original ideas, sublime lyricism, and dramatic profundity.

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Here the link https://www.youtube.com/watch?v=h70fCfIakQ4

Luisa Elia – “Seasons”

 

Luisa Elia

 

L’arte, collettivamente pittura, scultura, architettura e musica, è la mediatrice e riconciliatrice di natura e uomo. È il potere di umanizzare la natura, di infondere i pensieri e le passioni dell’uomo in tutto ciò che è l’oggetto della sua contemplazione.

Samuel Taylor Coleridge

 

Cari amici, con questa splendida frase di Coleridge, vorrei introdurvi l’intervista di oggi alla bravissima scultrice Luisa Elia.

Elementi naturali diventano oggetti che sembrano appartenere ad un altro pianeta  e sembrano vivere di vita propria.

Sculture di terra e sale che ci riportano al nostro legame con la terra.

Prima di partire con le domande, qui trovate una biografia tratta proprio dal sito di Luisa Elia. Buona lettura!

Nata a Lecce nel 1960, vive a Milano dal 1987. Ha conseguito studi umanistici e si è laureata in Lettere Moderne e Storia dell’Arte. Dal 1973 al 1980 ha lavorato presso lo studio di uno scultore. Dal 1990 Ha frequentato Critici d’Arte, Poeti, Artisti, tra i quali: Pierre Restany, Achille Bonito Oliva, Dario Bellezza, Carmelo Bene, Luciano Fabro. Dagli anni Ottanta ha partecipato a numerose mostre nazionali e internazionali. Dal 1990 collabora con il Museo Gallery Tom di Tokyo, esponendo le sue opere personali e collettive. Nel 2007/2008, Stefano Sassi, caporedattore del programma “Non solo soldi- Arte ed Economia”, della televisione italiana (TG2), le ha dedicato tre interviste.

Edizioni 2011/2014: intervista con Luisa Elia, a cura di Jacqueline Cerasoli, “IodesignOnlus”; Arte a cura di Nicoletta Pallini, “Vivere Club 3”; “Parole e immagini” a cura di Claudio Cerritelli, “Nuova Meta”; “Pulvis es/Cramum”, Skira.

 

 

Elia Seasons , installazione Galleria Raffaella De Chirico,  Ph Annalisa Guidetti,Giovanni Ricci ©

 

 Luisa, intanto grazie di cuore per essere qui con me. Raccontami un po’ di questa nuova avventura che si chiama “Seasons” a Torino dal 25 Settembre al 25 ottobre alla galleria Raffaella De Chirico di Torino.

 

Grazie a te Alida!

In questa mostra presento sculture di vari periodi, in una dimensione atemporale. Ho immaginato lo spazio della galleria come un rettangolo di luce e ombre, con due campi laterali idealmente opposti: da un lato, opere bianche proposte come momenti di luce, saggezza o tabula rasa; dall’altro, Gomme nere e costruzioni con terra che vivono d’ombra e appartengono alla parte più noir del mio inconscio. Le opere non seguono la logica inesorabile delle stagioni che accompagnano la nostra esistenza. Non è un racconto ma un percorso, in cui suggerisco l’idea di un piccolo universo che può diventare macro agli occhi di chi guarda. Nell’installazione, come in un dipinto, c’è un punto focale di equilibrio, che unisce i due estremi. E’ una ricerca sul vuoto.

 

 Come è nata la tua passione, che è diventata poi il tuo lavoro?

 

E’ nata quando ho capito che una passione non va contrastata. A tredici anni, ho incominciato a frequentare il laboratorio di uno scultore della mia città d’origine, a modellare la creta e a relazionarmi a tutti i materiali che trovavo nel suo atelier. In cambio, gli portavo i sacchi di gesso in bicicletta, lo aiutavo nella stesura dei fondi per le statue e nella realizzazione della forme. Non ho seguito un iter accademico e sono laureata in Lettere e Storia dell’Arte. I miei interessi culturali e gli incontri con poeti, artisti e critici, hanno permesso lo sviluppo della mia ricerca, che ritengo sempre in fieri.
Che musica ascolti quando crei?

 

Amo la musica, in particolare la lirica. Nella fase in cui costruisco, assemblo, modello, svuoto, devo essere in perfetto equilibrio con me stessa e ho bisogno del silenzio dello studio, scandito dalla casualità dei suoni del vicinato.
Luisa Elia, Vuoto celeste,  2009- Ceramica- diametro 10 cm- Ph Annalisa Guidetti, Giovanni Ricci ©

 Nelle tue opere ci sono materiali come sale, terra e sabbia che si trasformano nelle tue sapienti mani in forme provenienti oserei dire da un altro pianeta… Raccontami come nascono le tue creature…

 

Per analogia poetica: sono idee che nascono, si relazionano e interagiscono già con la loro materia. Opere astratte e organiche, come i cicli di terra, sale, sabbia, gomma, juta, solitarie o aggregate. Potrebbero essere originarie di un altro pianeta o superstiti del nostro.
 In che modo sei legata alla tua terra di origine, in particolar modo a Lecce?

 

Sono legata ai ricordi indelebili della mia parte di vita vissuta felicemente, in compagnia dei miei genitori. Ho creato un atelier a Lecce, in loro memoria.
Luisa Elia 2013- Cum grano salis-Tecn. mista con sale - 18x14x12 cm -Ph Annalisa Gui detti, Giiovanni Ricci ©

 

Un viaggio che hai fatto e che ti è rimasto nel cuore ed uno che vorresti fare?

Credo di essere proustiana o alla Dickinson…viaggio soprattutto nel mio studio.

Negli spostamenti, prediligo i luoghi dove sono a contatto con l’acqua, ma amo anche il “bagno di folla” delle metropoli.
 Cosa non deve mai mancare nella tua valigia?

Uso sempre una piccola valigia, mi piace l’idea di cambiare luogo senza fare fatica e porto l’indispensabile.
 Un libro che hai letto e che consigli ai nostri lettori

Leggo soprattutto poesia, dalle origini al contemporaneo…consiglio la poesia.

Luisa ELIA 2012  Domino, Gomme assemblate-100x60x 30 cm- Ph  Annalisa Guidetti, Giovanni Ricci ©

Un tuo pregio e un tuo difetto

Sono volitiva e non abbandono mai un’idea e, anche nella ricerca, un errore può migliorarmi. Tendo all’autarchia ma ho imparato, grazie all’arte, a comunicare meglio, anche il mio bisogno degli altri.

 

 Che rapporto hai con la moda?

Mi piacerebbe indossare pochi abiti, uno per ogni stagione. Li vorrei adatti al mio temperamento, simili a quelli dei ritratti di Tiziano, Raffaello o Dürer.

LUISA ELIA Orme 2010-14 -Gomme assemblate 260x33 x10 cm Ph Annalisa Guidetti, Giovanni Ricci ©

Un progetto futuro?

Nei mesi successivi alla mostra, da una progettualità condivisa con Raffaella De Chirico, ci sarà una pubblicazione antologica del mio lavoro curata da Federico Sardella, con le immagini fotografiche di Annalisa Guidetti e Giovanni Ricci.
Luisa Elia. Seasons

Galleria Raffaella De Chirico, Via Giolitti 52/ Via della Rocca 19, Torino.

Dal 25 settembre al 25 ottobre 2014

Finissage: sabato 25 ottobre

 

Orario: martedì e mercoledì dalle 14:00 alle 19:00; giovedì, venerdì e sabato dalle 11:00 alle 19:00; domenica dalle 10:00 alle 13:00. Info: 011.835357 – info@dechiricogalleriadarte.it – www.dechiricogalleriadarte.com

 

Alida Altemburg

Luisa ELIA 2012-In fieri - Tecn. mista con terra 18x13x12 cm Ph Annalisa Guidetti, Giovanni Ricci ©